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L'allarme degli industriali: "La Toscana non è più un modello di sviluppo"
Mentre era in corso la seconda assise della Confindustria Toscana, in via dei Pescatori in darsena si è svolto uno sciopero di quattro ore e un presidio dei lavoratori della cantieristica navale, organizzato dalla Fiom-Fillea Cgil. Circa settanta i partecipanti
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VIAREGGIO. Si è conclusa a Viareggio la convention di Confindustria Toscana, riunita nel cuore della nautica mondiale. All’assise degli industriali toscani ha preso parte anche la presidente nazionale Emma Marcegaglia. La giornata è cominciata con l’intervento della presidente di Confindustria Toscana, Antonella Mansi che accende un campanello d’allarme sull’economia regionale nel suo insieme: “"La nostra regione - ha detto - è scivolata indietro negli indici di competitività e attrattività". Mansi ha supportato con i numeri il proprio intervento: l'economia toscana ha lasciato sul campo un quinto della produzione industriale e del fatturato; il 17,5% degli ordinativi interni; il 14,1% di quelli esteri; il 5% dell'occupazione. La crisi ha bruciato 4,8 miliardi, pari al 7,3% di Pil pro capite. La ricetta per uscirne? "Re - industrializzare la Toscana - dice Mansi - un investimento produttivo non può essere bloccato da una malintesa visione dell'ambente alternativa allo sviluppo economico".
Dopo la relazione della presidente di Antonella Mansi, Enrico Rossi, governatore della Toscana è intervenuto dicendo: “Arrivano spunti su cui per molti aspetti concordiamo”. Nel settore manifatturiero e industriale, abbiamo perso quella forza che caratterizzata la Toscana negli anni '70 e '80, ed è su questo che bisogna concentrarsi pur non trascurando altre aree, dice Rossi, che ha garantito agli industriali l'impegno della Regione per sostenere lo sviluppo. Pur sottolineando che bisogna fare i conti con un problema di risorse, meno soldi e meno finanziamenti, per il taglio pesante alle Regioni previsto dalla manovra economica. Non si può escludere la necessità di scelte anche dolorose ma, dice Rossi garantendo agli industriali un canale di confronto, è un percorso che si può fare insieme. Uno degli obiettivi di Rossi è quello di riuscire ad approvare la legge di bilancio entro dicembre. Inoltre continua il governatore, “dobbiamo riscoprire un modello toscano che a mio parere non è superato ma radicato sul territorio e vincente per una ripresa e un nuovo sviluppo della regione”.
All'esterno dei cantieri Azimut-Benetti, mentre si teneva l'assemblea, un presidio di operai, con bandiere della FiomCgil e della FilleaCgil toscane e di Rifondazione hanno protestato per quattro ore. Vi ha preso parte una settantina di lavoratori che hanno manifestato per ribadire la loro contrarietà ai continui attacchi ai loro diritti. Con la protesta è stato ribadita la necessità di avere più democrazia nei luoghi di lavoro, per una legge che riconosca il diritto di rappresentanza e preveda l'approvazione dei contratti tramite referendum tra tutti i lavoratori interessati. Gli operai hanno anche chiesto il rilancio del settore della cantieristica navale a fronte della crisi che sta subendo. Durante la convention, Paolo Vitelli, presidente del gruppo Azimut-Benetti ha parlato di “caccia alle streghe”: il riferimento è ai controlli anti evasione fiscale messi in atto nei porti italiani per tutta l'estate. "Non si può essere fermati sei o sette volte in mare dalla finanza o dalla Capitaneria che chiedono sempre gli stessi documenti". Un clima che crea paura - ha detto Vitelli - e ha provocato "un parziale svuotamento dei porti italiani a favore di quelli francesi".
“Vogliamo che politica si concentri su crescita e occupazione - dice la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, che chiede così di - accantonare il dibattito sui temi che leggiamo in questi giorni sui giornali. I problemi dell'occupazione non attendo i passaggi di parlamentari da una parte all'altra, pretendono risposte serie e immediate, ha indicato la presidente di Confindustria. Emma Marcegaglia dice che in Italia è necessaria una crescita di almeno il 2% l'anno, altrimenti non riusciremo a riassorbire la disoccupazione, a tenere in piedi il tessuto produttivo, ad aumentare il benessere di tutti. Una posizione condivisa anche da Giorgio Napolitano, che stamane ha inviato un messaggio alla presidente proprio in onore della convention. “Oggi - aggiunge - quello della leader degli industriali è un ruolo complicato, che sto cercando di portare avanti in un momento difficile per il Paese”. Bene la riforma di scuola e università, dove servono iniezioni di qualità e gli industriali auspicano che alla Camera la riforma del ministro Gelmini passi intatta.
Sull'energia avanti con il nucleare. Per la presidente di Confindustria se si vuole lo sviluppo il nucleare bisogna farlo. “Il confronto non va affrontato con le ideologie, serve un atteggiamento di discussione molto franco, basato sui dati, e non su posizioni a priori”. “Serve una condivisione di obiettivi tra lavoratori e imprenditori - ribadisce la leader degli industriali - accennando al confronto su produttività e contratti”. Ma, aggiunge: “ non possiamo pensare che ci sia ancora parte dei sindacati che scambiano la tutela diritti con la tutela di chi non lavora, di falsi malati e falsi invalidi. Davanti ai dati sul costo del lavoro, anche nel confronto con la Germania, non possiamo stare fermi, è il momento di scelte, anche complesse, anche difficili. Scelte il più possibile condivise, ma scelte che dobbiamo fare”.
Dopo la relazione della presidente di Antonella Mansi, Enrico Rossi, governatore della Toscana è intervenuto dicendo: “Arrivano spunti su cui per molti aspetti concordiamo”. Nel settore manifatturiero e industriale, abbiamo perso quella forza che caratterizzata la Toscana negli anni '70 e '80, ed è su questo che bisogna concentrarsi pur non trascurando altre aree, dice Rossi, che ha garantito agli industriali l'impegno della Regione per sostenere lo sviluppo. Pur sottolineando che bisogna fare i conti con un problema di risorse, meno soldi e meno finanziamenti, per il taglio pesante alle Regioni previsto dalla manovra economica. Non si può escludere la necessità di scelte anche dolorose ma, dice Rossi garantendo agli industriali un canale di confronto, è un percorso che si può fare insieme. Uno degli obiettivi di Rossi è quello di riuscire ad approvare la legge di bilancio entro dicembre. Inoltre continua il governatore, “dobbiamo riscoprire un modello toscano che a mio parere non è superato ma radicato sul territorio e vincente per una ripresa e un nuovo sviluppo della regione”.
All'esterno dei cantieri Azimut-Benetti, mentre si teneva l'assemblea, un presidio di operai, con bandiere della FiomCgil e della FilleaCgil toscane e di Rifondazione hanno protestato per quattro ore. Vi ha preso parte una settantina di lavoratori che hanno manifestato per ribadire la loro contrarietà ai continui attacchi ai loro diritti. Con la protesta è stato ribadita la necessità di avere più democrazia nei luoghi di lavoro, per una legge che riconosca il diritto di rappresentanza e preveda l'approvazione dei contratti tramite referendum tra tutti i lavoratori interessati. Gli operai hanno anche chiesto il rilancio del settore della cantieristica navale a fronte della crisi che sta subendo. Durante la convention, Paolo Vitelli, presidente del gruppo Azimut-Benetti ha parlato di “caccia alle streghe”: il riferimento è ai controlli anti evasione fiscale messi in atto nei porti italiani per tutta l'estate. "Non si può essere fermati sei o sette volte in mare dalla finanza o dalla Capitaneria che chiedono sempre gli stessi documenti". Un clima che crea paura - ha detto Vitelli - e ha provocato "un parziale svuotamento dei porti italiani a favore di quelli francesi".
“Vogliamo che politica si concentri su crescita e occupazione - dice la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, che chiede così di - accantonare il dibattito sui temi che leggiamo in questi giorni sui giornali. I problemi dell'occupazione non attendo i passaggi di parlamentari da una parte all'altra, pretendono risposte serie e immediate, ha indicato la presidente di Confindustria. Emma Marcegaglia dice che in Italia è necessaria una crescita di almeno il 2% l'anno, altrimenti non riusciremo a riassorbire la disoccupazione, a tenere in piedi il tessuto produttivo, ad aumentare il benessere di tutti. Una posizione condivisa anche da Giorgio Napolitano, che stamane ha inviato un messaggio alla presidente proprio in onore della convention. “Oggi - aggiunge - quello della leader degli industriali è un ruolo complicato, che sto cercando di portare avanti in un momento difficile per il Paese”. Bene la riforma di scuola e università, dove servono iniezioni di qualità e gli industriali auspicano che alla Camera la riforma del ministro Gelmini passi intatta.
Sull'energia avanti con il nucleare. Per la presidente di Confindustria se si vuole lo sviluppo il nucleare bisogna farlo. “Il confronto non va affrontato con le ideologie, serve un atteggiamento di discussione molto franco, basato sui dati, e non su posizioni a priori”. “Serve una condivisione di obiettivi tra lavoratori e imprenditori - ribadisce la leader degli industriali - accennando al confronto su produttività e contratti”. Ma, aggiunge: “ non possiamo pensare che ci sia ancora parte dei sindacati che scambiano la tutela diritti con la tutela di chi non lavora, di falsi malati e falsi invalidi. Davanti ai dati sul costo del lavoro, anche nel confronto con la Germania, non possiamo stare fermi, è il momento di scelte, anche complesse, anche difficili. Scelte il più possibile condivise, ma scelte che dobbiamo fare”.
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