Italia
Il Comune: «Basta incontri, non cè proprio dialogo»
Ristoratori contro i bagni sfuma l'accordo sulle cene
M.P.
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LIDO. L'avevamo detto, che più che una tregua pareva tanto una pace armata, quella tra ristoratori e concessionari dei bagni. La "guerra dello spaghetto" non si ferma. Nell'ultimo incontro, ieri in municipio, tutte le parti si sono irrigidite nelle loro posizioni. E il Comune ora lascia le cose come stanno. Assicurando, però, pugno di ferro per chi sgarra. La questione riguarda essenzialmente le cene. Le attività di somministrazione di cibi e bevande, legate agli stabilimenti, dovrebbero servire solo propri clienti. Cosa che non sempre fanno. Lo dimostrano i 4 verbali da 5 mila euro l'uno, fioccati ad altrettanti stabilimenti in questa estate di polemiche. Spesso, sono proprio i ristoranti lungomare ad organizzare feste e occasioni per stare insieme magari davanti ad uno spaghetto allo scoglio. «Basta incontri - dice l'assessore al commercio Riccardo Micheli - perché si stanno riducendo solo ad una serie di scontri senza senso». Da una parte, infatti, Ascom e Confesercenti continuano a chiede che se la normativa prevede che l'attività sia legata al bagno, chiuda insieme ad essa. Il bagno chiude tra le 19 e le 20? Anche il bar, per i rappresentanti dei commercianti, devono chiudere a quell'ora e non a mezzanotte. L'associazione dei balneari, invece, insiste: stiamo lavorando secondo le regole, lasciateci lavorare. L'accordo pare molto lontano. «Ho chiesto ad entrambe le parti - dice Micheli - di consegnare entro un paio di settimane una serie di richieste scritte. Ora, a meno che qualcuno non ci dimostri che è illegale lasciare aperte le attività sul mare fino a mezzanotte, le cose restano come erano. Allo stesso tempo, se queste attività continueranno a somministrare cibi e bevande a gente estranea allo stabilimento, continueremo a sanzionarli con i verbali della polizia municipale».
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