Il presidio
S. Camillo, enti più cauti sulla gestione pubblica: «Bisogna vedere le carte»
Luca Cinotti
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CLINICA. La casa di cura San Camillo a Vittoria Apuana: con 200 dipendenti è la più grande della Toscana ed è gestita dalla Versilia Righi, detenuta al 100% dai camilliani Firmato ieri il protocollo di intesa con la Regione Sassoli: «La volontà c'è, ma non a ogni costo»
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FORTE. Ora a parlare, a decidere del futuro del San Camillo, saranno le carte. Quelle che gli uffici della Regione stanno scandagliando per capire quale sia esattamente la situazione finanziaria della Versilia Righi, la società che possiede sia la clinica che la Fortis. Ieri, intanto, è stato firmato il protocollo fra Regione, Asl, Comune e camilliani. Un momento significativo che non nasconde, tuttavia, una frenata cautelativa degli enti sulla possibile, futura, gestione pubblica del San Camillo. Il senso della posta in gioco e della fase in cui ci troviamo lo dà il direttore generale dell'Asl Giancarlo Sassoli: «Negli ultimi anni la società ha avuto sussulti finanziari non positivi. La volontà politica di andare avanti c'è, ma non a ogni costo. In ogni caso, la disponibilità al confronto per la gestione del pubblico è stata messa nera sul bianco con il protocollo. Tutto il resto seguirà, se seguirà, dopo un confronto sugli aspetti sanitari e finanziari». C'è, poi, un'ulteriore clausola: «Se possibile - spiega Sassoli - vorremmo che non ci fossero oneri aggiuntivi». Insomma, la parte pubblica non sembra disposta a "impiccarsi" a una situazione che si potrebbe rilevare (dopo la due diligence in corso) molto difficile dal punto di vista finanziario. Ciò non toglie che sul tema si sta lavorando spediti e che i tempi siano assai stretti: «La scadenza entro la quale valutare le ipotesi di gestione pubblica - spiega l'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia - è fissata al 30 settembre. Ma i nostri uffici ci hanno lavorato sopra tutta l'estate». Al momento la possibilità più accreditata rimane quella della fondazione. Ma tutto è appeso alla ricognizione dello stato finanziario: «Bisognerà vedere le carte - spiega il sindaco di Forte Umberto Buratti -: c'è molta attesa da parte dei dipendenti, dei cittadini di tutta la Versilia e di tutti quelli che hanno nel san Camillo un punto di riferimento». I dipendenti, per l'appunto: circa 200, più 40 convenzionati. Che fanno del San Camillo la maggiore clinica della Toscana o, come preferisce chiamarla Sassoli, una "grande fabbrica". Una fabbrica per la quale la gestione pubblica può rappresentare davvero l'ultima chiamata per il rilancio.
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