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Versilia

Prof di Massa vince causa per il crac Cirio

Sergio Cragnotti ex presidente della Lazio protagonista del crac della Cirio
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Sergio Cragnotti ex presidente della Lazio protagonista del crac della Cirio

Per lei 15mila euro ottenuto dopo la causa intentata alla banca

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 MASSA. Una insegnante di Massa aveva investito - come tanti altri nel capoluogo apuano - nei titoli Cirio, subendo i nefasti effetti del crac del gruppo guidato da Cragnotti, ex presidente della Lazio.  Nella causa vinta dall'avvocato Vittorio Bovini, la donna ha ottenuto dalla banca Toscana della provincia apuana un risarcimento di 15mila euro.  A Livorno un operaio che lavorava sul piazzale della Stanic (la grande raffineria di petrolio) era stato definito un investitore esperto e aveva puntato sul titolo della Cirio su consiglio della Cassa di risparmi di Livorno (oggi del Banco Popolare).  L'uomo si è visto riconoscere dal giudice un rirsacimento di 30mila euro.  L'avvocato Polloni ed il collega massese Bovini hanno vinto una causa contro il gruppo Mediolanum.  Al centro del contendere - guarda caso - la vendita di azione Mediaset (da qui anche una sorta di conflitto di interessi perchè Berlusconi è azionista nel gruppo guidato da Ennio Doris: la banca intorno a te).  In questo caso l'errore che ha portato il giudice a riconoscere il danno è «la criticità del contratto quadro». Saldo complessivo di 11.911 euro.  C'è poi la vicenda clamorosa della Cassa di San Miniato che ha dovuto risarcire oltre 260mila euro a un pensionato di Pisa per la vendita di bond argentini.  La sentenza arrivò mesi fa dal tribunale di Pisa: il collegio composto dai giudici Sammarco, Piragine e Gualano ha accolto le istanze di un pensionato di Santa Maria a Monte, Giacomo Giannoni, che aveva visto tutti i suoi risparmi volatilizzarsi nell'investimento. La causa è stata promossa dall'avvocato pisano Alberto Foggia in qualità di referente dell'Adusbef, insieme ai colleghi Polloni di Viareggio e Bovini di Massa. I fatti risalgono al 1998-1999 quando al pensionato, già cliente della banca sanminiatese, fu proposto l'investimento in bond argentini. «Nella sentenza - spiega l'avvocato Foggia - si è puntato sul fatto che la banca non abbia informato in maniera precisa il nostro cliente sui rischi dell'investimento. Investimento di cui già si era a conoscenza dell'alto grado di pericolo. Un'operazione quindi inadeguata tenendo conto del profilo del cliente che mai si era avventurato in titoli così speculativi visto che oltre il 90% del suo patrimonio era rappresentato da titoli di Stato».  La novità su questa vicenda che abbiamo già raccontato sul nostro giornale è che la San Miniato dovrà arrivare a 400mila euro per saldare il pensionato.  «Gli ultimi calcoli fatti - conferma l'avvocato Polloni - hanno portato il danno a questa cifra veramente astronomica». C.B.

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