Il Tirreno

Versilia

Un fiore per dire no alla lapidazione di Sakineh

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 PIETRASANTA. Un fiore per dire no alla pena di morte. Un fiore per non lasciare al suo destino Sakineh Ashtiani, la giovane donna iraniana condannata alla lapidazione.  Condanna al momento sospesa, «anche se questo, purtroppo - ha spiegato, ieri mattina, nella sala consiliare, l'esule iraniano Reza Olia - non deve illudere. La situazione in Iran è gravissima: troppe condanne, troppa gente messa a tacere. Troppo sangue versato. Si parla di 235 mila prigionieri politici; temiamo, però, che siano molti di più. Bisogna gridare, rifiutare tutto questo. L'Occidente, per anni colpevolmente vicino, dal punto di vista commerciale, al regime iraniano, deve continuare ad indignarsi».  E così, nel tardo pomeriggio di ieri, molti cittadini, dopo scelta bipartisan in chiave amministrativa, sono stati invitati a portare davanti al Palazzo comunale un fiore, per testimoniare la propria vicinanza a Sakineh e «ancora, a tutte quelle persone che soffrono per condanne, terribili, come la lapidazione e la pena di morte in genere. Il nostro impegno in questo contesto - hanno spiegato il sindaco Domenico Lombardi e il capogruppo della Federazione della sinistra Marilena Pintus - è molto forte. La nostra iniziativa vuole essere un messaggio a tutte quelle persone, che hanno a cuore il rispetto della persona umana e i valori universali, nel rispetto delle diverse culture».

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