Il Tirreno

Versilia

Col pannello la musica non si sente

Simone Pierotti
L’istallazione dei pannelli
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L’istallazione dei pannelli

Alti quattro metri per un costo di 10mila euro. Per ora solo dietro al Mama Mia

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 TORRE DEL LAGO. Appena li avvista si lascia scappare una battuta alla viareggina: «Son brutti bao». Poi si fa serio e aggiunge: «Scherzi a parte, è veramente un bel lavoro». Così il sindaco Luca Lunardini accoglie i pannelli fonoassorbenti installati al Mama Mia. Quello in uno dei locali simbolo della Marina sarà un esperimento che, in caso di esito positivo, sarà allargato al resto della città.  Un pannello modulare di due metri per uno, in lana di roccia ad altissima densità, abbinato ad un'intercapedine d'aria di 3-4 centimetri. Che, compreso tra due lastre di legno, arriva ad avere uno spessore di 15 centimetri. Assemblate assieme tutti questi pannelli ed avrete una barriera alta 4 metri e larga 8 in grado di isolare le onde sonore, evitando che si propaghino all'esterno: è quella che sta prendendo vita nella parte posteriore del Mama Mia, dove inizia la vegetazione del parco. Questo muro fa da apripista all'esperimento che dovrebbe in futuro consentire alla musica di riecheggiare nei locali senza recare disturbo ai residenti.  «Ci si può divertire senza fare troppo rumore - commenta Lunardini - e questi pannelli ne sono la dimostrazione». Inizialmente verranno posizionati al Mama Mia e allo Stupida, altro locale molto gettonato della marina torrelaghese. Poi, se l'esperimento funzionerà, l'installazione toccherà anche il viale a mare della Darsena, probabilmente ad ottobre. Quando però la stagione estiva sarà abbondantemente superata e, secondo il nullaosta del Parco, i pannelli di Torre del Lago dovranno essere rimossi. L'esperimento, spiega il sindaco, potrebbe essere provato «persino nel centro di Viareggio».  Per i gestori dei locali si tratta di un investimento non di poco conto - 10mila euro - ma Alessio De Giorgi, titolare del Mama Mia, getta lo sguardo oltre l'orizzonte: «Si tratta di un punto di partenza per limitare gli effetti negativi della nostra attività: non siamo per la deregulation ma per la certezza normativa ed i percorsi condivisi. Aspettiamo i risultati di questo primo esperimento e poi installeremo degli impianti a pioggia per il prossimo inverno, in modo da ridurre ulteriormente le emissioni sonore anche nella parte frontale del locale».  Gli fa eco l'ingegnere Matteo Medesani, uno dei responsabili del progetto: «Il primo passo è proprio l'installazione di queste barriere. Poi si dovranno localizzare le emissioni sonore negli ambienti idonei, in modo da migliorarne la fruibilità e da limitarne gli effetti negativi. L'ultimo passo sarà il monitoraggio costante e completo della zona: localizzando le sorgenti dei rumori sarà possibile intervenirvi in modo diretto».

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