Il Tirreno

Versilia

Ieri la prova di preselezione per i 1.750 candidati: in 300 saranno ammessi all’esame vero e proprio

Tutti in fila per mille euro al mese

Luca Cinotti
Tutti in fila per mille euro al mese

L'attesa fra i ragazzi del concorso per vigili: «Speriamo sia la volta buona»

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 FORTE. Claudia chiude il "bignamino" di diritto pubblico e lo ripone nello zaino: «Andrà come andrà» sospira, mentre si mette in coda insieme a tutti gli altri. Bottiglietta d'acqua, snack, una penna e una massiccia dose di fatalismo: armi necessarie per i 1.750 (sulla carta, in realtà ne sono arrivati meno) che ieri hanno affrontato la prima prova del concorso per nove posti (a tempo indeterminato) come vigile urbano a Forte dei Marmi.  Sotto il sole che comincia a picchiare, a metà mattina, nel parcheggio della scuola media di Vittoria Apuana e in quello del Palasport cominciano ad arrivare i candidati. In tanti, tantissimi, hanno fatto poca strada per raggiungere Forte: giungono da tutta la provincia di Massa, insieme alla Versilia la zona con più aspiranti vigili. Poi ci sono i liguri, i pistoiesi, i livornesi e i pisani.  Tutti armati della speranza che questa sia la volta buona. «Ho già fatto un concorso del genere a Pisa e un altro, enorme, a Roma - racconta il lucchese Luigi Rocchiccioli, una laurea in scienze politiche e tanti lavoretti saltuari -: ogni volta è un terno al lotto, dipende tanto dalla fortuna».  Ieri era la volta dei "quiz" di preselezione: domande a risposta multipla sugli argomenti d'esame. «In realtà - spiega Martina, altra "veterana" di questi concorsi - è la prova più impegnativa: basta sbagliare poche risposte e rischi di essere fuori». La scrematura di ieri, infatti, porterà a individuare i 300 candidati che (con date ancora da definire) si giocheranno nel vero e proprio concorso il mitico posto fisso. «Eh sì, mitico è la parola giusta - chiosa Martina -: sembra un miraggio al quale ti avvicini ma che non riesci mai ad acciuffare...».  Nei capannelli che attendono di entrare c'è anche un po' di malumore per i due posti che - a termine di legge - sono riservati ai volontari che hanno servito in ferma breve in qualche forza armata. «Non so quanti ce ne siano candidati - sbotta Ruggiero, che arriva da Rieti -, ma se calcoliamo le loro probabilità di entrare sono sicuramente molto superiori alle nostre di "comuni mortali"».  "Entrare" è la parola magica che risuona nelle conversazioni nervose del pre-esame. "Entrare" non solo e non tanto per i soldi: i nove fortunati che entreranno prenderanno al netto, poco più di mille euro al mese (se non si hanno figli a carico). «È una cifra che non permette certo di scialare - sottolinea Gustavo Magrini -, ma almeno hai la garanzia di un posto fisso e di avere tutte le garanzie per malattia, pensione, ferie»: diritti che in tempo di precariato selvaggio sembrano essere diventati lussi.  C'è poi da considerare che, per chi arriva da lontano e non può fare il pendolare, lavorare in Versilia si porta dietro qualche grattacapo in più: la vita è cara e gli affitti delle case lo sono ancor di più. A Forte dei Marmi, poi, trovare una sistemazione in estate a un prezzo anche solo accettabile è un'illusione. Ma neanche questo scoraggia i candidati. Come Pamela, che arriva dalla provincia di Ancona: «È chiaro che la maggior parte di noi fa un concorso come questo non per rimanere per tutta la vita a Forte dei Marmi, ma per poter maturare poi un diritto a chiedere la mobilità e avvicinarsi a casa propria». Mentre parla, Pamela tiene fra le mani un vecchio appuntalapis a forma di Topolino: «È il mio amuleto, l'ho portato con me a tutti i concorsi. Finora non ho mai vinto, anche se ci sono arrivata vicina. Speriamo che questa sia la volta buona...»  

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