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Versilia

Inceritore chiuso, Tev licenzia I sindacati contro la Provincia

Inceritore chiuso, Tev licenzia I sindacati contro la Provincia

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No ai licenziamenti del personale impiegato all'inceneritore di Falascaia. Ma soprattutto basta con la continua (e vessatoria) richiesta di analisi e controanalisi da parte della Provincia, che di fatto ostacola la ripresa dell'impianto. È abbastanza sorprendente la nota diffusa dai sindacati Fp-Cgil, Fist-Cisl e Uilt-Uil.

Primo, perché difende a spada tratta l'azienda Tev Veolia, nonostante quest'ultima abbia comunicato alle stesse organizzazioni sindacali la volontà di avviare la procedura di licenziamento del personale. Secondo, perché attacca l'ufficio ambiente della Provincia e chiede un incontro immediato al presidente Stefano Baccelli. «Proclamando lo stato di agitazione del personale, Cgil, Cisl, Uil di categoria - si legge in una nota - chiedono alla direzione aziendale di attivare in primis le procedure per ottenere il riconoscimento della Cassa integrazione guadagni ordinaria, quale strumento utile e necessario per impedire e scongiurare l'annunciato ricorso ai licenziamenti. Qualora questi avvenissero il sindacato chiede ai Comuni della Versilia e alla Provincia di Lucca di adoperarsi per una rapida e garantita ricollocazione dei lavoratori licenziati». «Al tempo stesso, nel pieno rispetto delle decisioni che la magistratura assumerà a conclusione delle indagini e delle perizie tecniche relative allo sversamento delle acque nel torrente Baccatoio - continua la nota - il sindacato pretende dalla Provincia di Lucca un atteggiamento coerente e trasparente circa il rilascio delle necessarie autorizzazioni per la ripresa dell'attività dell'impianto. Negli ultimi mesi il Servizio Ambiente della Provincia di Lucca ha continuamente alzato il tiro su richieste di analisi, esami, verifiche, procedure di messa a norma, dimostrando una interpretazione delle leggi unilaterale, mutabile e vessatoria che sembra più finalizzata a creare nuovi e continui ostacoli piuttosto che a tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini». «Ci preme ricordare come l'attuale società di gestione, Veolia, abbia investito circa 10 milioni di euro per la messa in sicurezza degli impianti di Falascaia e Pioppogatto, dimostrando comunque nei fatti la volontà di gestire i rifiuti nel pieno rispetto della normativa.

Appare quindi strano come per la passata gestione di Termomeccanica i benestari all'esercizio venivano concessi dalla Provincia senza particolari difficoltà, mentre oggi si assiste ad una continua e permanente revoca di autorizzazioni già concesse, con richieste di avvio di nuovi iter autorizzativi che non trovano alcun riscontro in altri settori e per altre attività industriali». «Cgil, Cisl e Uil chiedono pertanto un incontro urgente al Presidente della Provincia perché definisca una volta per tutte i parametri ambientali e i valori di emissioni entro cui le attività dei due impianti potranno o no continuare a svolgersi. Solo un quadro di regole certe e ben definite potrà garantire la permanenza o meno delle attività di trattamento e di smaltimento dei rifiuti a Falascaia e Pioppogatto».

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