Il Tirreno

Versilia

Truffa sulle aste per case e automobili Quattro condanne

<strong>RAGGIRO.</strong> L’aula di un’asta giudiziaria (foto di archivio)
◗
RAGGIRO. L’aula di un’asta giudiziaria (foto di archivio)

Promettevano l'acquisto di beni di lusso con grandi sconti I raggiri avvenuti fra la Versilia e la Lombardia

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE. L'affare era di quelli da non lasciarsi scappare: comprare tramite aste giudiziarie "addomesticate" immobili a Forte dei Marmi a prezzo stracciato. Peccato che tutto fosse falso e che anzi, come ha stabilito il tribunale di Lodi, si trattasse di una truffa. Per la quale sono state condannate quattro persone. Si tratta di Roberto Rossi, 43 anni di Viareggio (condannato a 1 anno e cinque mesi), Lorena Bonfanti, 48 anni residente a Tempagnano di Lucca (1 anno e un mese), Giancarlo Restocchi, 50enne di Lodi (un anno e 4 mesi) e Giovanni Colombi, 44 anni di Lodi (per lui 7 mesi di reclusione).  Rossi e la Bonfanti erano già stati protagonisti di inchieste per fatti simili a quelli contestati dalla Procura di Lodi, nate, fra l'altro, da un filone dell'indagine del pm Henry John Woodcock che coinvolse Vittorio Emanuele di Savoia.  Secondo la ricostruzione dell'accusa, il meccanismo ruotava intorno alla promessa di aggiudicarsi immobili e auto di lusso a prezzi stracciate. Lo "specchietto per le allodole" sarebbe stata la possibilità di ottenere gli sconti mediante aste giudiziarie "taroccate". A capo dell'organizzazione ci sarebbe stato Rossi che, insieme con la Bonfanti, si sarebbe presentato ai malcapitati come addetto alle aste o facente parte della segreteria del magistrato.  Gli altri due condannati, invece, avrebbero avuto come compito quello di agganciare le vittime (almeno una decina). Che, come prima cosa, dovevano versare un sostanzioso anticipo. E proprio di anticipo in anticipo si sarebbe costruita la fortuna dei quattro condannati. Che, tuttavia, sono stati anche assolti per alcuni dei casi loro contestati.  Fra gli episodi più eclatanti i 414mila euro versati da un clinete per vari immobili a Forte dei Marmi; oppure i 100mila sganciati in attesa di una casa a Milano e per due auto (una Mercedes e una Volkswagen).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani