Il Tirreno

Versilia

«Non dividiamoci per la politica»

Donatella Francesconi
Una riunione della Cgil in Comune
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Una riunione della Cgil in Comune

Cgil, scontro tra maggioranza e minoranza dopo l'uscita di Antonioli

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 VIAREGGIO. Che succede nella Cgil? La domanda è d'obbligo, visto il botta e risposta di mezza estate seguito all'uscita di scena del segretario Andrea Antonioli, esponente della minoranza (36% in provincia di Lucca) legata al documento "La Cgil che vogliamo". Segreteria a quattro, tutti di maggioranza, e segretaria provinciale che assume anche la guida della Camera del lavoro.  Rosanna Rosi, con comunicato non firmato, garantisce che «la nomina di un nuovo responsabile della zona della Versilia è per la Cgil una priorità. Così come è una priorità riorganizzare e rafforzare la Camera del lavoro di Viareggio in termini di presenza e servizi. Su questo la nuova segretaria è impegnata da subito e da subito si assume collegialmente la gestione della zona».  A dire quello che nessuno fa emergere, in questa vicenda, è il neo segretario organizzativo, Enrico Profetti. Che si appella alla necessità di «assumere toni pacati, evitando logiche di contrapposizione politica e che non hanno ragion d'essere nella Cgil». Contrapposizione politica che, nel caso della Versilia, è tra Partito democratico e "Sinistra ecologia e libertà", la nuova formazione politica cui Antonioli è vicino. Alla domanda sul motivo per cui sia arrivati ad una segreteria di tutta di maggioranza, Profetti non esita a rispondere: «Perché non si è trovato l'accordo sugli incarichi». Di più, però, non è dato sapere. Perché l'invito della segretaria provinciale è a non far deflagrare il dibattito interno sulle pagine dei giornali.  Sulla vicenda interviene anche Umberto Franchi, responsabile del dipartimento piccole imprese e artigianato dalla Cgil provinciale: «La maggioranza come pensa sia possibile privarsi del contributo di un pezzo importante di organizzazione come è la mozione congressuale di minoranza? Credo che chi ha il massimo ruolo di direzione della Cgil provinciale ha commesso un errore ed ora deve cercare di risolverlo ritessendo i fili per la ricerca di un percorso unitario».

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