Lavorava come dirigente nella fabbrica e viveva con il bimbo e la moglie a San Concordio
Jan ucciso al lavoro a 33 anni Aveva un figlio di pochi giorni
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LUCCA. «Vieni in Gifas, sbrigati, è successa una tragedia». Mario Pierotti è rimasto interdetto. «Cosa c'entro io con la Gifas», si è domandato. La tragedia, purtroppo, era accaduta davvero, e lo riguardava in prima persona. Alla Gifas Electric di Massarosa, suo genero Friedrich Jan Hilmer, 33 anni, lavorava come dirigente. Quando il suocero ha ricevuto la telefonata, il giovane era stato ucciso da pochi minuti. Ucciso, insieme all'amministratore delegato dell'azienda Luca Ceragioli, da un ex rappresentante - il 51enne di Sacile (Pordenone) Paolo Iacconi - che aveva chiesto un appuntamento all'azienda da cui era stato licenziato per offrire di nuovo la sua collaborazione. Invece - secondo una prima ricostruzione - appena è stato solo in ufficio con i due dirigenti, li ha uccisi con la pistola, che poi ha usato per suicidarsi. Una tragedia di cui, nel tardo pomeriggio di ieri, Pierotti ancora non riesce a capacitarsi. E di cui sarà terribile, spiega, mettere al corrente la figlia Elisa, 32 anni, che si affaccia alla porta della villetta in via Francesconi a San Concordio con un fagottino in braccio: il figlio Tommaso, di nemmeno un mese, avuto dal marito Friedrich Jan. «Quando ho ricevuto la telefonata - spiega Pierotti - eravamo con mia figlia e il bambino al mare a Marina di Pietrasanta. Ho chiamato subito mio genero al cellulare. Mi risponde sempre, ma oggi non ha risposto. Così ci siamo precipitati a casa. Sanno più i giornalisti di me di quanto è accaduto. Di ufficiale la famiglia non è a conoscenza di niente. Le forze dell'ordine non ci hanno ancora contattato. Ho cercato di farlo io, ma finora non ci sono riuscito». Elisa e Jan (con il secondo nome, quello più breve, il giovane era conosciuto dai vicini) abitano nella villetta in fondo a via Francesconi (Traversa I) da circa quattro anni, quando si sono sposati. Lei, originaria di Altopascio, ha frequentato il liceo classico Machiavelli a Lucca e poi ha fatto studi di psicologia. Lavora infatti come psicologa, con lo studio a San Vito. La sua è una famiglia molto conosciuta e stimata. Il padre Mario per anni ha gestito ad Altopascio il panificio Giannotti, della famiglia della moglie, insegnante di scuola media oggi a riposo. I Pierotti hanno tre figlie. Elisa è la seconda. Chiara, la maggiore, è stata consigliere comunale per il Pds ad Altopascio dal 1997 al 2001, poi nell'esecutivo del Pd territoriale. Hilmer invece è originario di Lubecca. A San Concordio si era fatto presto apprezzare dalla gente del posto, dai vicini al proprietario dell'alimentari alimentari Masini a poche decine di metri da casa. «Un giovane molto educato - dice il titolare del negozio -, è venuto pochi giorni fa con la carrozzina. Sempre il primo a salutare. Mi vengono i brividi a pensare che sia proprio lui uno dei due uccisi a Massarosa, l'ho appena sentito alla radio». Sono costernati i vicini. Una signora scoppia in lacrime a sentire che «Jan, proprio Jan» è stato ucciso. «Con i Pierotti - spiega la vicina turbata - ci frequentiamo normalmente. Sono persone bravissime». Nella strada della villetta, intanto, comincia il viavai di amici e parenti. Tutti sconvolti, increduli, che una tragedia di queste dimensioni si sia abbattuta su quella giovane coppia così felice, a maggior ragione dopo la nascita del piccolo Tommaso.
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