Il Palio dei Bagni non scalda gli animi Iscrizioni da flop
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Un’immagine dell’edizione 2009 del Palio dei bagni3 MINUTI DI LETTURA
FORTE DEI MARMI. Il Palio dei Bagni edizione 2010 non comincia davvero sotto una buona stella. Alla scadenza ultima delle iscrizioni, infatti, sono stati solo 14 gli equipaggi iscritti, più o meno il 50% dei patini in gara la scorsa estate! Così, saltate le gare preliminari previste per luglio, tra le fila degli organizzatori si è fatta strada l'idea della proroga dei termini per iscriversi gli equipaggi alla gara che dovrebbe concludere l'estate. «A causa della scarsa affluenza, - recita infatti lo scarno comunicato che arriva dall'Ufficio stampa del Comune - le iscrizioni al Palio dei bagni 2010, in programma il 25 agosto, sono state prorogate fino al giorno 14 agosto. A quella data non essendo più possibile procedere alle selezioni, il numero di iscrizioni sarà chiuso al tetto di ventisette equipaggi e sarà ritenuto valido l'ordine cronologico di queste ultime. Tutti gli interessati potranno ritirare il modulo di adesione presso l'Unione Proprietari Bagni in orario di segreteria». Basterà davvero una proroga di un mese per trovare altri tredici equipaggi? Oppure questa carenza di partecipazione rivela sotto pelle altri problemi? Non è facile dirlo, ma ascoltando qua e là il chiacchiericcio dei bagnini, emergono tante verità, quale sia poi quella autentica è quasi impossibile stabilirlo. C'è ad esempio chi sostiene che con il nuovo regolamento, molto dettagliato e ben fatto, si sono praticamente azzerati i margini per le "trovate", che nelle passate edizioni avevano consentito, pur tra mille polemiche, facili vittorie a chi le aveva escogitate o aveva avuto il coraggio di applicarle. Ma c'è anche chi ritiene che questo Palio, dai primi anni Cinquanta, da quando cioè Giorgio Giannelli lo inventò di sana pianta, è in effetti morto e risorto varie volte, con una discontinuità che evidenzia un fatto: la gara non riesce a radicarsi nella tradizione e a suscitare le passioni dei quartieri o dei borghi di altri palii, che tradotto in altri termini significa che la riuscita della gara e le iscrizioni vanno ben oltre la voglia di battersi dei bagnini di questo o di quel bagno. Certamente poi non sono gli investimenti del Comune a potergli dargli visibilità e brillantezza: si parla, infatti, di appena duemila euro di contributo. E certamente anche tanti concessionari balneari non riescono a vedere il Palio come una competizione tra Stabilimenti balneari, ma piuttosto tra i bagnini. Sembra differenza da poco, ma non lo è. Su tutto poi pesa anche il fatto che nessuno, a cominciare dal Comune ha voluto scommetterci a fondo, facendo diventare il palio solo la punta sportiva di un evento più grande - una Festa dell'estate o del turista, o qualcosa del genere - in grado di coinvolgere l'intera città (o almeno di quelle che resta in termini di residenti). Ecco perché pensiamo che sarà difficile, quest'anno fare l'en plein.
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