Assocarristi decapitata: Cinquini dopo tre mesi si dimette da presidente
Claudio Vecoli
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DIMISSIONI IRREVOCABILI. Umberto Cinquini: da ieri non è più il presidente dei carristi2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La notizia è partita nel primo pomeriggio di ieri via sms. «Vi comunico le mie irrevocabili dimissioni da presidente dell'associazione costruttori». Firmato Umberto Cinquini. Poche righe per chiudere una esperienza durata poco più di tre mesi ma sicuramente molto intensa e costruttiva. E per riaprire una crisi interna ai costruttori che ha cadenze cicliche. Poi cellulare muto per alcune ore, quasi a voler tagliare i ponti col resto del mondo. In tarda serata, invece, il comunicato con cui lo stesso Cinquini ha motivato la sua scelta. «L'associazione ha bisogno di un vero sindacalista e io non lo sono», vi si legge. Poi lo sfogo: «È vero, sono stato troppo diplomatico e credulone nei confronti di chi mi raccontava di voler bene al Carnevale, ma in realtà pensava ad altro. Di fronte a queste continue promesse disattese, all'impossibilità di costruire qualcosa di concreto ed utile per il nostro lavoro e in generale per il Carnevale, preferisco farmi da parte, senza rancori con nessuno, dando spazio a forme di lotta probabilmente più incisive e immediate». Cinquini rivendica poi la propria linea. «Resto convinto che l'unica strada sia quella di renderci veramente indipendenti da personaggi inutili che millantano un ruolo che non compete loro: questo però non può essere fatto erigendo barricate, ma dimostrando il nostro valore anche nel saperci promuovere». Fin qui le parole ufficiali. A far maturare le dimissioni, però, sarebbe stato l'atteggiamento di alcuni colleghi costruttori nel corso dell'ultima assemblea dell'associazione, quando i carristi hanno bocciato la proposta della Fondazione di liquidare le spettanze dovute ai carristi (146mila euro) «abbonando» l'affitto degli hangar per il 2010 (90mila euro complessivi) e staccando subito un assegno da 56mila euro. Qualcuno dei costruttori, fra i più intransigenti, oltre allo «sciopero dei bozzetti» già annunciato, voleva boicottare anche il Carnevale estivo voluto dalla Fondazione impedendo l'uscita dei carri. Ieri mattina, all'uscita dall'ultima riunione operativa fra carristi e Fondazione proprio sul Carnevale estivo, si dice sia volata qualche parola di troppo sull'atteggiamento giudicato troppo «collaborazionista» di Umberto Cinquini, facendo così traboccare un vaso già colmo (e in cui ha avuto un ruolo importante anche le promesse mai mantenute dell'amministrazione comunale sui contributi al Carnevale). E si è arrivati alle fragorose dimissioni.
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