Italia
Fondale basso, lo yacht si incaglia
Matteo Tuccini
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FERMO. Lo yacht Codecasa incagliatosi davanti a piazza Mazzini Furioso Fulvio Codecasa: «L'insabbiamento? Ormai da un faro all'altro si va a piedi»
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VIAREGGIO. «Ormai da un faro all'altro si può andare a piedi». A Fulvio Codecasa la sabbia non piace, lui preferisce l'acqua. Così, se una delle sue creature, un 65 metri, si incaglia per alcuni minuti all'altezza di piazza Mazzini, si può immaginare cosa gli passi per la testa. Sul tema dell'insabbiamento del porto, d'altra parte, Codecasa non può che essere molto sensibile. E soprattutto molto arrabbiato. Anche perché, non molti giorni fa, un altro yacht di 65 metri della sua scuderia, il Family Day, ha perso un'elica in un contatto rovinoso, probabilmente con un oggetto rimasto sul fondale. Il danno è stato consistente: si parla di circa 150mila euro di spesa per risistemare l'elica. Ed è facile immaginare che - in tempi di crisi - nessuno sborsi volentieri denaro fresco per riparare a dei guai. Insomma: Fulvio Codecasa e illustri colleghi si domandano cosa si stia facendo per rimediare all'insabbiamento. La risposta, per ora, non esiste. «L'ennesimo episodio». Ieri mattina la squadra Codecasa è uscita per i test sul nuovo yacht, il Lady Lau. Durante la fase di rimorchio, erano circa le 8,30, il movimento ha un brusco stop. Davanti a piazza Mazzini, a distanza di sicurezza dalle boe, lo yacht si è arenato. L'episodio non dura molto e non sembra provocare danni consistenti. Tant'è vero che il gruppo di lavoro, dopo le operazioni di disincagliamento, prosegue la propria giornata per le prove di rito sulla nuova creazione. Il fatto è, però, che negli occhi degli imprenditori è l'ennesima spia di una situazione non più sostenibile. Le difficoltà di manovra per i grandi tonnellaggi nel porto viareggino, si afferma nell'ambiente, sono ormai note. E le corazzate preferiscono andarsene a Livorno. È successo al Nara, lo stesso ha fatto l'Armani. E lo stesso cantiere Codecasa spiega che ormai l'uso del rimorchio per portare fuori le barche è obbligatorio. Anche se, come nel caso di ieri mattina, non salva dalle brutte sorprese. «Che fa il Comune?». Per tutti questi motivi l'immobilismo dell'amministrazione comunale sull'argomento comincia a dare sui nervi agli imprenditori. Anche perché la situazione della nautica è quella che è, e nonostante piccoli segnali di ripresa il panorama non è dei più confortanti.
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