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Impianti, recupero e soldi: ecco il piano anti lavarone secondo la Provincia

Impianti, recupero e soldi: ecco il piano anti lavarone secondo la Provincia

L'assessore Cavallaro: «Bisogna uscire dalla continua emergenza e incanalare il problema su binari certi»

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 PIETRASANTA. Il lavarone entra nel piano interprovinciale di smaltimenti rifiuti. «Inseriremo per la prima volta la voce lavarone nel piano e questo ha un significato ben preciso: individuare piazzole di stoccaggio, impianti per la lavorazione, un impegno per il recupero delle frazioni riutizzabili, uscire soprattutto da un quadro di mergenza perenne per incanalare la soluzione del problema su un binario giusto, razionale e soprattutto finanziabile».  Maura Cavallaro, assessore provinciale all'ambiente, esce soddisfatta dal convegno sul lavarone che si è tenuto ieri mattina in S.Agostino. Soddisfatta non tanto dalla presenze (pochi balneari, pochi anche altri operatori) quanto dalla qualità degli interventi. Soprattutto Cavallaro esce con un quadro e un piano ben preciso da portare avanti.  «Avanti insieme ai Comuni, alle categorie economiche, alla Regione e alle società, pesno a Sea e Ersu, che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti». La Provincia inserirà dunque la voce lavarone nel piano. «Dici lavarone e i versiliesi sanno bene di cosa si tratta. I balneari e i Comuni in particolare ne conoscono bene i costi, altissimi, specie negli ultimi anni. Ma fuori dalla Versilia la parola lavarone ha poco senso. Per di più in altre zone la composizione è ben diversa dalla nostra, magari con grandi quantità di alghe che invece noi non abbiamo. Il primo problema da risolvere è quello dello stoccaggio-attrezzato. Ersu presenterà un progetto per la Versilia Nord. Dobbiamo poi accompagnare la raccolta con una buona selezione e un recupero di molte delle frazioni di cui il materiale è composto. I soldi? Vedremo. La Regione ci ha concesso 500mila euro. Adesso si tratta di lavorare per ottenere finanziamenti stabili e non solo una tantum: il piano interprovinciale sarà certamente utile anche per questo. Insomma, il problema lavarone deve superare lo stato di emergenza per avere soluzioni certe».

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