Il presidio
La laurea era stata conseguita solo dopo i fatti
Falso dentista condannato a rimborsare la parcella
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SENTENZA. Il Tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Lui si qualificava come dottore, specializzato in odontoiatria. Un dentista, insomma. Peccato che - all'epoca dei fatti, fra il 1999 e il 2000 - E. F. non era laureato. Per questo motivo il tribunale civile di Viareggio lo ha condannato al rimborso della parcella pagata da una sua cliente, R. M.: in totale si tratta di 1.700 euro più gli interessi. Secondo quanto contenuto nella sentenza, più volte il falso dentista si sarebbe qualificato come «dottore» di fronte alla donna e alla figlia che lo accompagnava. Un titolo del quale, in realtà, non poteva fregiarsi, visto che ha conseguito la laurea il 18 novembre del 2005 a Trieste. Ma, al di là dell'aspetto formale, c'è qualcosa di molto più concreto: secondo quanto scrive il giudice civile, il laureando - definiamolo così - operò più volte all'interno del cavo orale della paziente. Né sono serviti all'odontotecnico le testimonianze dei dottori e dei dipendenti del laboratorio. I primi, in particolare, non sono stati capaci di riferire sul caso singolo, ma hanno genericamente detto che «per prassi» erano solo loro a operare all'interno della bocca. «Ciò però non esclude - scrive il giudice - che anche E.F. abbia agito in tal modo, verosimilmente nell'assenza dei medici e/o dei dipendenti». Secondo i due medici, inoltre, E.F. spiegava ai clienti di non essere medico quando lo chiamavano "dottore". Un boomerang, per il giudice: «Che bisogno c'era di tali precisazioni se erano i medici e non lui ad avere contatto diretto con i clienti e, quindi, con la cliente?». Il giudice ha, tuttavia, rigettato la richiesta di risarcimento presentato dalla donna per i presunti danni subiti all'apparato dentario: una decisione presa dopo una consulenza tecnica favorevole a quello che oggi è un medico.
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