Il Tirreno

Versilia

«Le nostre case rattoppate»

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PEZZI DI VITA. L’interno di una delle abitazioni distrutte con le cose di chi non c’è più. Il muro lungo i binari: è arrivato dopo il disastro e 32 morti

Via Ponchielli, braccio di ferro Regione-assicurazioni sui lavori da eseguire

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 VIAREGGIO. Gli spaghetti sospesi tra la scatola, appoggiata su un ripiano, ed il vuoto. Sembra una favola, ci si punge con il fuso e tutti dormono per cento anni, ed invece è via Ponchielli un anno dopo. Tra macerie, ricostruzione ed oggetti che ricordano la vita che non c'è più. Ma anche quella che tornerà. Quando i lavori finiranno insieme al tira e molla tutto aperto sulla ricostruzione.  Chi attende di tornare a casa racconta del ruolo delle assicurazioni, in particolare le "Generali" che operano per conto di Ferrovie, nel contestare i lavori eseguiti utilizzando i finanziamenti che il commissario straordinario ha messo a disposizione grazie alla somma stanziata dalla Protezione civile nazionale (15 milioni). «L'assicurazione mi dice "il solaio non lo devi tirare giù" - racconta il titolare della "Pinto ponteggi" - e non importa se è scoppiato». Casa dopo casa, edificio dopo edificio, le cifre calano ed il riconoscimento del danno si ferma a meno della metà. In via Ponchielli, così, si susseguono le riunioni tra i proprietari delle abitazioni da ricostruire: «Ci chiedono di intervenire con le nostre disponibilità economiche», è la protesta.  La Regione, interpellata, ammette il contenzioso con le assicurazioni. Ma - assicura - si tratta di un fatto che non coinvolge (o non dovrebbe) i diretti interessati. I quali, invece, raccontano senza troppi giri di parole di case che «alla fine non saranno ristrutturate ma rattoppate». Per dirla con le parole della signora Irene Manfredi.  Strana sorte, quella dei sopravvissuti di via Ponchielli. «Ci dicono che diventeremo ricchi...che vogliamo anche la piscina...», raccontano ad una sola voce Courrier, Pinto, Lucatelli: «Dimenticando che le case di chi viveva qui sono andate bruciate, che in tanti siamo vivi per miracolo e che le abitazioni nelle quali torneremo ad abitare comunque non saranno più le nostre». Gian Franco Lucatelli, che del Comitato dei residenti è il presidente da un anno, fa un esempio: «In casa nostra avevamo un pavimento di granito rosso imperiale. All'epoca l'avevo pagato 150mila lire a metro quadrato. Oggi, per rifare lo stesso pavimento, ho a disposizione 25 euro a metro quadro».  Senza contare gli altri problemi: la lentezza - denunciano i residenti - del pagamento delle fatture; il ritardo nella demolizione degli edifici lato ferrovia; l'incontro che sarebbe necessario con il presidente delta Regione, Rossi, che è anche commissario straordinario.  Fiori d'arancio. Tra tanti problemi, una bella notizia. Daniela Forsini e Iacopo Nesti, che si sono sposati venerdì, hanno devoluto il costo delle bomboniere al Comitato di via Ponchielli. Quando, al ricevimento, hanno annunciato la loro scelta alcuni invitati hanno voluto aggiungere il proprio contributo. «A tutti - commenta Lucatelli - va il nostro ringraziamento più grande».

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