Il Tirreno

Versilia

Processo Mallegni, ora spunta il gossip

Luca Cinotti
<b>DISSAPORI.</b> Il comando della polizia municipale
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DISSAPORI. Il comando della polizia municipale

In aula si parla di relazioni fra vigili e "sete di vendetta"

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 LUCCA. Gialli, veleni e anche un po' di gossip. C'è stato spazio per un pizzico di tutto questo nell'udienza di ieri al processo a carico (fra gli altri) dell'ex sindaco Massimo Mallegni. Oggetto delle deposizioni le lotte interne al comando della Polizia municipale, costate un'accusa di mobbing a Mallegni, all'ex comandante Roberto Buratti e all'ex capo di gabinetto Adamo Bernardi.  I veleni. Quasi tutta la mattinata è stata dedicata all'esame di Paola Moltedo, agente di polizia municipale e moglie di Buratti. Moltedo ha raccontato retroscena finora solo in parte emersi. Fra questi il dialogo fra Mallegni e una delle parti civili, Angelo Coppedè, poco dopo l' «allontanamento» di Antonella Manzione. «Il sindaco - ha raccontato Moltedo, che ascoltò casualmente la conversazione - chiese l'aiuto di Coppedè come agente anziano. Ma lui sosteneva che era stato uno sbaglio mandare via un comandante che tutti ci invidiavano». A quel punto la discussione sfociò in un vero e proprio litigio. Altra conversazione quella a casa di Antonella Manzione: anche qui fu protagonista Coppedè. Che - secondo Moltedo - spingeva con l'ex comandante perché facesse tutto il possibile per tornare: «Aveva sete di vendetta», ha raccontato la teste.  Il giallo. Si è parlato anche di un episodio poco chiaro. Moltedo, infatti, ha raccontato che l'agente Natali era preoccupato perché era arrivato tardi su un incidente. La causa dell'intervento al "rallentatore" sarebbe stata da ricercare nel comportamento di Coppedè, che prima avrebbe deciso di prendere un caffè. Moltedo ha detto che Natali aveva raccontato a più colleghi la storia, ma lo stesso agente, durante la sua deposizione, aveva sostenuto il contrario. Un comportamento, secondo gli avvocati di Massimo Mallegni, da giustificare almeno in parte con un clima di "intimidazione" che alcune parti civili hanno creato nei confronti di propri colleghi i cui nomi sono presenti nelle liste testi delle difese.  Il gossip. Durante l'interrogatorio della Moltedo c'è stato spazio anche per un angolo di gossip. Su insistenza dell'avvocato Sandro Guerra, infatti, l'agente ha ripercorso le voci sulla presunta relazione fra uno degli agenti costituiti parte civile e una sua collega. Proprio il tentativo del comandante Buratti e del sindaco Mallegni di mettere fine a questa situazione, riconosciuta come "deleteria" per l'immagine del comando, fu scambiato (è la tesi della difesa) per mobbing.  Prossima udienza il 19 luglio.  

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