Il presidio
Scontro alla scuola media «Voti d'esame assurdi fateci rivedere i test»
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MEDIA. Lingresso della scuola Viani Genitori contro preside e insegnanti alla Lorenzo Viani «Giudizi finali distorti, rispetto a quelli d'ammissione»
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VIAREGGIO. Non è la solita lamentela del genitore arrabbiato perché il figlio non ha avuto «quanto merita». È qualcosa di più simile a uno scontro frontale. Dove si parla di avvocati messi in campo per ribaltare risultati di esami. E dove loro, le famiglie protagoniste della protesta, assicurano di voler vedere chiaro. Sembra incredibile, ma il contesto di questa vicenda è una scuola media. Per la precisione la media Lorenzo Viani. Dove, secondo Silvia Barsanti, una delle protagoniste della mobilitazione, «una cinquantina di famiglie, i cui figli hanno frequentato le quattro classi terze della scuola, contesta apertamente i risultati degli esami sostenuti dai ragazzi per ottenere la licenza media. E chiede a preside e insegnanti di mostrare loro le prove dei ragazzi, con le relative valutazioni. Per ora non abbiamo ottenuto risposta, solo giustificazioni generiche». A detta delle famiglie, dice Silvia Barsanti, «i professori hanno spiegato voti molto diversi tra ammissione, esame vero e proprio e quella cosa assurda che è il voto di competenza con un solo colpevole: l'Invalsi». E cioè il test nazionale valido per tutte le scuole. «Ma è solo una prova sulle sette previste - dicono i genitori - impossibile che, per quanto complicata, abbia stravolto le valutazioni in questo modo». I cartelloni della discordia. La protesta nasce dopo il 29 giugno, quando cioè vengono resi i pubblici i cartelloni con le valutazioni finali degli esami. Voti che fanno scattare la rabbia di alcuni padri e madri. I quali partono all'assalto del preside e degli insegnanti, chiedendo conto di quanto deciso in sede di valutazione. «Il fatto è - affermano i genitori - che ci siamo trovati di fronte a giudizi completamente distorti, sia rispetto alle medie dei tre anni, sia nel paragone tra voto di ammissione e voto d'esame. Per non parlare, poi, dei livelli di competenza, che per così dire è una terza pagella. E che presenta ulteriori incongruenze». C'è da farsi venire il mal di testa, insomma. Ma stavolta il grande "nemico", invece del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini che applica criteri ragioneristici in ogni settore scolastico, è molto più vicino: i professori dei propri figli. Che - secondo le famiglie dei ragazzi - hanno fatto un po' di confusione. E ora si attende di rivedere le prove con i giudizi scritti. Qualcuno, però, non si è accontentato e ha già contattato un legale. Anche se non è ben chiaro cosa dovrebbe fare un avvocato, in una situazione del genere. A meno che non si chieda di annullare le prove d'esame. «Non siamo iperprotettivi». Il sospetto viene facile: non è che si tratta di un puro e semplice caso di "mammismo e babbismo" del 2000, che giustifica la scarsa prestazione del figlio con la malafede dei docenti? «Non è affatto così - replica chi contesta - anche perché tra di noi ci sono genitori di ragazzi e ragazze che hanno preso 9».
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