«Svincoli facili la giunta taglierà la metà degli hotel»
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LA CERIMONIA. La bandiera blu sventola sul pontile di Lido 3 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. La sinistra boccia la variante al piano alberghiero proposta dalla la giunta guidata da Giampaolo Bertola: «Causerà seri danni all'economia turistica», paventano Pd, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, puntando l'indice sulle agevolazioni per lo svincolo alberghiero concesse con questa variante. «Con la variante si dà il via al potenziale passaggio del 51% delle strutture alberghiere ad appartamenti con grossa perdita ricettiva - sostiene la sinistra - si tratta di 328 camere in meno, una perdita di camere che, con gli effetti della variante 2008, del 33% rispetto al 2005». Analizzando poi i dati, secondo la sinistra, si va verso una perdita di strutture alberghiere di fascia media e di ubicazione centrale o contigua a zone centrali del Lido (tra le tante: 7 sul viale Colombo, 6 in via Roma, 4 sulla via Italica, 3 sul viale Pistelli e 3 sulla Fossa dell'Abate, 1 in piazza Matteotti e 1 in via del Fortino). «Questa scelta non è condivisibile ed è sconsiderata - dicono Pd, Rc e Pdci Mina alla base lo sviluppo della capacità ricettiva del Lido. Meno strutture alberghiere "abbordabili" significa anche meno turisti (nella specie, giovani e famiglie) che, nell'odierno sistema qualitativo del "mordi e fuggi", in tempi di crisi, avranno sempre meno disponibilità di posti a prezzo medio». C'è poi un problema legato all'occupazione. Secondo la sinistra diminuire gli alberghi, «anche solo potenzialmente, significa mettere a rischio, prima di tutto, la possibilità di trovare un lavoro stagionale per il servizio in sala, le pulizie, la cucina; approssimativamente, la chiusura di alberghi, nelle dimensioni stimate dall'amministrazione, potrebbe mettere a rischio almeno la metà dei posti di lavoro legati al settore turistico-ricettivo, per una media di 5 persone sacrificate ogni 10 camere perse. Significa anche mettere in crisi l'indotto del settore alberghiero (fornitori alimentari, lavanderie, etc.) e mettere in ginocchio le aspirazioni e il lavoro di decine e decine di gestori di strutture alberghiere, posto che i relativi contratti di affitto potrebbero non essere rinnovati per colpa della scelta amministrativa adottata». Per la sinistra ci sarebbero ripercussioni negative anche per gli stabilimenti balneari. «Meno alberghi e più case significa un flusso meno continuo e incostante di avventori e turisti. Se si considera l'andamento attuale del quale, in tempi di crisi, sta risentendo anche il settore turistico, la negatività di questo effetto è ancora più evidente e mette in luce una forte miopia della scelta politica di base che rischia di funzionare come amplificatore dell'effetto dovuto alla crisi generalizzata. Il centrosinistra, in tal senso, propone l'adozione di politiche di incentivo per chi ha e mantiene strutture alberghiere in essere. Lo svincolo deve essere limitato e ristretto, mentre devono essere aumentati gli sforzi normativi per l'agevolazione di ampliamenti e ristrutturazioni a fini turistici e ricettivi. Proponiamo, inoltre, che ogni ampliamento delle volumetrie strutturali venga subordinato al mantenimento della destinazione ricettiva e ne venga imposta la demolizione qualora si passi dall'alberghiero al residenziale».
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