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Nicolai: «Poche le produzioni»
Luca Basile
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Il sindaco Domenico Lombardi e il futuro presidente della Fondazione Versiliana Manrico Nicolai Lombardi: «Statuto da rivedere: via il sindaco, via tutti i cda»
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PIETRASANTA. Il cartellone del Festival 2011, la prossima stagione invernale a teatro, il nome del nuovo direttore artistico ed un domani, tutto ancora da costruire, che sembra comunque attingere dal passato più datato. Il primo giorno da presidente della Fondazione Versiliana - sia pure operativo a partire da settembre - Manrico Nicolai lo ha vissuto fra strette di mano, complimenti, messaggini di augurio e sorrisi a dosi industriali. L'incontro a palazzo comunale, ieri, con il sindaco Domenico Lombardi, si è così consumato all'insegna del dejà vu. «Ma ciò non significa che siamo contro il rinnovamento, anzi. A chi ci accusa di puntare sui soliti noti, nei posti di comando, ribatto che in giunta e in consiglio comunale è un prevalere di volti nuovi e che solo al Centro Arti Visive e ancora alla Versiliana, ho deciso di puntare, in modo autonomo, su chi ritengo in grado di assolvere, con competenza, compiti così delicati - spiega Lombardi - E a proposito di Versiliana: vedrete, in futuro, anche lì nuovi volti, a partire dalla direzione artistica - in pole position l'attore Luca Lazzareschi, ndr - Con Nicolai ci confronteremo a breve sulla questione. E anche per quanto riguarda il cda della Fondazione, in carica a partire dal primo settembre, aspettatevi novità». Nell'attesa, un Nicolai visibilmente emozionato, «questa nomina mi rende felice; l'aspettativa del sindaco mi gratifica e un po' mi spaventa», guarda già al futuro immediato. «Qualcosa, rispetto ad oggi, dalle parti del Festival cambierà. Per i dettagli ne riparleremo quando avrò più chiaro il quadro della situazione e dopo ancora avere parlato con il presidente Massimiliano Simoni. Punteremo su una squadra giovane, lavorando da subito agli appuntamenti invernali a teatro, con occhio di riguardo alla formula dei teatri della Versilia, e valorizzando la cultura come investimento; il tutto, d'intesa con l'assessorato che ha il sindaco come primo referente e privilegiando una sorta di programma integrato fra i vari Comuni. La cultura è un investimento; dobbiamo ripartire dalla coesione e dall'impegno del passato, caratterizzato da grandi persone, come Gherardi, Ferretti e Martini, per proporre un Festival sempre più rispondente al suo blasone e a ciò che la gente si aspetta». Uno sguardo, all'ultimo decennio di programmazione, è però doveroso. «A dire il vero, sempre in questi anni, non ho seguito molto Festival e Caffè e, quindi, non posso e non voglio dare giudizi superficiali; qualcosa va però ripensato. Bisogna soprattutto tornare a lavorare sulle produzioni e co-produzioni teatrali. Un certo appeal, in questo senso, è a mio avviso venuto meno; dobbiamo guardare sì allo spettacolo commerciale, di qualità, ma al tempo stesso privilegiare il nuovo» - certifica Nicolai, che lancia una missiva a Simoni. «Quando ero presidente del Pucciniano, già al momento del ballottaggio per il nuovo sindaco, misi a disposizione il mio mandato. E' prassi ed è anche una forma di rispetto nei confronti del nuovo arrivato. E' noto a tutti, come andò a finire e non sono certo qui a pensare a rivalse o vendette; non è nella mia mentalità. Ad ogni modo, ognuno ha il suo stile; di certo, il sindaco Lombardi, in tutta questa vicenda, ha dimostrato di averne, altri non credo». Con postilla finale, per evitare, in futuro, bracci di ferro legali, sarà rivisto lo statuto. «Con il decadimento del sindaco, andranno subito a casa - dice Lombardi - tutti i referenti delle partecipate».
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