Meteo
La città che vorrei. È quella dove i treni non fanno paura e non mettono pensieri tristi
La strage vista dai bambini
Donatella Francesconi
Raccolti, poesie, disegni. In mostra fino al 29 giugno
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Nella città che vorremmo i treni non farebbero paura». Hanno solo sei anni, i bambini della classe prima B delle elementari "Tomei" di Torre del Lago. Ma hanno capito tutto. Ed esprimono come meglio non si potrebbe il sentimento di una città intera. Che si appresta a celebrare il primo anno dalla strage del 29 giugno scorso, in via Ponchielli. Pensieri, parole, poesie, disegni, plastici. Sono i lavori che i figli di Viareggio, dall'asilo alle medie, hanno messo insieme da settembre ad oggi sostenuti dagli operatori del laboratorio comunale "Imaginaria". Una valanga di materiale nato quasi per caso, quando - a inizio anno scolastico - bambini e ragazzi sono stati coinvolti nel progetto "Radio gatta", itinerario di media, narrazione, comunicazione ed emozionalità. «Quando abbiamo chiesto di mettersi in gioco sulla notizia che li ha più colpiti - spiega Maria Teresa Giorgetti, responsabile del laboratorio e nata in via Ponchielli - la strage è balzata subito al primo posto». I più piccoli dei viareggini hanno raccontato la propria esperienza e le proprie paure. Forti e Grandi. Come ci racconta Matteo Morelli, scuola Don Sirio Politi: «Al telegiornale ho visto il funerale. Tutte quelle bare mi hanno fatto sentire come se fossi morto anch'io. Era un'emozione forte». Tra gli alunni delle elementari che hanno partecipato anche i compagni di scuola di Leonardo Piagentini, sopravvissuto il disastro, e dei suoi fratellini che non ce l'hanno fatta: «Leonardo è un mio amico di calcio - scrive Francesco Corsi, anche lui alla Don Sirio Politi - e si trovava lì vicino. La mia baby sitter ha dei parenti che sono scappati in ciabatte. La strada era bruciata e si sono appiccicati e sono cascati». Molte le poesie, soprattutto delle bambine. Mentre i loro coetanei maschi puntano sulle cause, sulle spiegazioni quasi tecniche: «Sono morte 32 persone per colpa di qualcuno che non ha controllato il treno». Alexander, IV B alle "Lambruschini", ha meno dubbi di tanti adulti. La mostra resta aperta fino al 29 giugno, nei locali della circoscrizione Viareggio nuova.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
