Il Tirreno

Versilia

La Cgil: «Ma adesso non si parli di fatalità»

Il sindacato: «Rivedere subito la norma sulle "isole" di salvataggio»

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 VIAREGGIO. Non una fatalità, ma una tragedia con responsabilità precise. La Cgil di Lucca, per bocca di Lino Giovannelli e Massimiliano Bindocci, va giù duro. E solleva il problema della sicurezza in spiaggia. «Per cortesia - scrive la Cgil in una nota - non parliamo di fatalità. La tragedia che domenica ha colpito due bagnanti a Lido di Camaiore ha secondo noi responsabilità precise. Da diversi anni c'è in Versilia una ordinanza della Capitaneria di Porto che prevede per il salvamento dove c'è balneazione il presidio di un bagnino ogni 80 metri (isola). Quando furono prese queste disposizioni insieme a Cisl ed Uil di categoria ci siamo mossi per contestare questa norma che prevedeva un minor livello di sorveglianza e sicurezza, oltre a rischi occupazionali. Ci sono stati diversi incontri alla Capitaneria, ma senza modificare alcunché. Le istituzioni locali e le associazioni dei balneari non sostennero le nostre richieste di ripensamento, producemmo anche un parere della Asl che diceva che oltre certe distanze (40,50 metri -cono visivo-) la visibilità era difficile, le amministrazioni comunali non ci aiutarono in questa battaglia di civiltà, mentre le associazioni balneari ci furono ostili».  «Ecco il conto. È necessario un ripensamento sui metri di sorveglianza e sulla definizione delle isole, sia durante i giorni estivi di normale balneazione, sia soprattutto durante i fine settimana. Riteniamo che la Capitaneria invece di fare le multe ai "bagnini" che si tolgono la canottiera rossa dovrebbe aprire immediatamente un tavolo tecnico con le parti sociali per ripensare la sorveglianza ai bagnanti. Inoltre è necessario che gli stabilimenti balneari smettano di usare, come talvolta accade, l'addetto al salvamento dei bagnanti durante l'orario di sorveglianza anche per altre mansioni, e che ci sia una maggiore sorveglianza sul rispetto delle regole del lavoro negli stabilimenti balneari. L'unico stabilimento dove esistono delle regole sugli orari condivise è il bagno Principe di Piemonte a Viareggio, e fino a che non sarà privatizzato probabilmente resisterà. Unitariamente con le altre organizzazioni di categoria ci siamo sempre battuti contro l'ordinanza che ha previsto le isole per il salvamento, perché in Versilia e sopratutto nei week end l'affluenza dei bagnanti a fare il bagno è alta, e 80 metri sono eccessivi».

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