Il presidio
Il Pucciniano contro i carristi «Ecco perché non avrete l'appalto»
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VIAREGGIO. «Rammarico», è la prima parola chiave nell'intervento della Fondazione Festival Pucciniano riguardo alla «mancata assegnazione al Consorzio il Laboratorio dell'Effimero dei lavori di realizzazione delle nuove scenografie di Fanciulla del West»; rammarico, sì, ma anche puntiglio e polemica. Il caso dei carristi "eliminati" dalle scenografie liriche registra la presa di posizione della Fondazione. Che «respinge con forza la reazione del Laboratorio dell'effimero «e la strumentalizzazione politica che qualcuno ha tentato di mettere in atto. Perché è chiaro che non possiamo sostenere economicamente privati che non accettano la logica del mercato e i percorsi dettati dalle leggi». «L'affidamento dei lavori per la realizzazione delle nuove scenografie - continua il comunicato - è stato fatto nel rispetto della legge e del nostro regolamento. Alla gara hanno partecipato tre soggetti toscani; abbiamo dovuto prendere atto del rifiuto opposto dal Consorzio dell'Effimero a consentire ad alcune ditte a esso associate di partecipare alla gara e invitate dalla Fondazione perché ritenute idonee». Poi l'affondo: «Abbiamo più volte messo in luce i punti deboli della collaborazione con il Consorzio. Il primo dei quali è la minor competitività indotta proprio dalla presenza di un consorzio che tentaù di aggiungere al legittimo utile delle imprese associate e al costo delle lavorazioni un ulteriore margine per la copertura dei costi generali del consorzio stesso; questo, di fatto, lo pone fuori mercato. Solo alcune delle ditte artigiane del Carnevale sonop associate al Laboratorio; quindi è strumentale parlare di interessi della città e del Carnevale quando invece si tratta di aziende (...). L'offerta del Laboratorio dell'Effimero è risultata in assoluto la più onerosa con un maggior costo rispetto all'offerta più vantaggiosa, di ben 52mila euro; e di 29mila euro rispetto alla seconda. Questa distanza dovrebbe far riflettere proprio il Consorzio, non noi». Insomma, un quadro di aperto contrasto. Anche se il finale ammette possibili schiarite: la Fondazione «chiederà un incontro ai costruttori finalizzato proprio ad esplorare le diverse possibilità».
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