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Versilia

Industriali contro il Parco «Bisogna rivedere le aree di estrazione»

<b>RISORSA NATURALE.</b> Un panorama mozzafiato delle Apuane
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RISORSA NATURALE. Un panorama mozzafiato delle Apuane

Alle aziende non piace l'ultima proposta dell'ente «Si rischia di escludere zone con possibili giacimenti»

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 SERAVEZZA. Una nota a margine, quasi un inciso, in uno dei tanti documenti presentati per l'inchiesta pubblica sulla Macchietta. Ma che getta luce sullo scontro prossimo venturo che potrebbe arrivare fra Parco e industriali del marmo in vista dell'approvazione dello "Stralcio delle attività estrattive": le cave, insomma.  All'associazione industriali di Lucca, infatti, non va troppo a genio il documento presentato lo scorso febbraio dal direttore del Parco, Antonio Bartelletti, che vuole riassumere lo "stato dell'arte" della questione delle cave nell'area contigua. «Mentre ci riserviamo di presentare una serie di osservazioni dettagliate su queste documentazioni - scrive il direttore Vittorio Armani - possiamo comunque affermare che una delle principali criticità ia rappresentata da una complessiva inadeguatezza delle "zone contigue di cava"».  Insomma, gli industriali temono di vedere le zone all'interno delle quali (una volta superato il periodo di salvaguardia e approvato il Piano del parco) poter ottenere nuove concessioni per lo scavo. E con la lettera presentata nell'inchiesta pubblica lanciano un avvertimento. Spiegando che le perimetrazioni delle zone contingue proposte dal Parco sono inadeguate «rispetto alla documentazione tecnica pià recente, relativa agli studi sui giacimenti marmiferi delle Alpi Apuane, a disposizione dal 2007 presso la Regione Toscana nel quadro del "Progetto Marmi"». Da questi studi, infatti, risulterebbe che nuovi, possibili, agri marmiferi potrebbero ricadere al di fuori delle aree disponibili per l'estrazione, individuate con strumenti obsoleti (anche perché la storia del nuovo piano del parco è stata, negli anni, simile a una tela di Penelope). Per gli industriali, in sostanza, bisogna mettersi attorno a un tavolo per ridiscutere al questione. Come - spiegano - è stato fatto per l'area delle cave del versante sud dell'Altissimo, di proprietà dell'Henraux.

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