Il Tirreno

Versilia

Usura, sigilli ad una abitazione

Una casa in città fra i beni sequestrati ad una banda

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 VIAREGGIO. C'è anche una casa a Viareggio fra i beni sequestrati nel corso di una vasta operazione anti strozzinaggio conclusa nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza di Aversa e dal nucleo investigativo dei carabinieri di Latina e che ha portato all'arresto di quattro persone ritenute responsabili dei reati di usura ed esercizio abusivo del credito. Insieme all'abitazione viareggina, sono stati messi i sigilli a beni per un valore superiore a 5 milioni di euro.  Capobanda dell'organizzazione è considerato Alfonso Ferrara, anche se con lui - fra Terracina e Sabaudia, nel Lazio - sono finiti in carcere anche Fernando Cucchiarelli, Damiano Pisani e Giuseppe Pannilunghi.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Alfonso Ferrara - dominus di una nota concessionaria di autoveicoli della zona - era diventato il punto di riferimento per il litorale pontino di numerosi soggetti che, non trovando pià credito ordinario presso le banche della zona, erano costretti a rivolgersi a lui per ottenere prestiti di denaro sui quali sono stati applicati tassi d'interesse superiori anche al 400 per cento annuo.  A far scattare le indagini è stata la denuncia di alcuni imprenditori ormai nella morsa dei loro aguzzini che si sono rivolti a Guardia di finanza e Carabinieri per segnalare la loro condizione. Grazie ad una serie di accertamenti, sono stati ricondotti al Ferrara una serie di beni immobili del valore complessivo di oltre cinque milioni di euro. Fra questi ben sei appartamenti, due dei quali ubicati a Viareggio e Olbia, tre ville, tre negozi, due proprietà immobiliari indicate a registro sotto la voce «autorimesse». La Guardia di Finanza ha inoltre provveduto al «congelamento» di sei conti correnti bancari, due dei quali presso istituti di credito spagnoli. Sono stati infine bloccati contratti assicurativi e polizze di pegno riconducibili sempre al Ferrara.

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