Il Tirreno

Versilia

Autobus nuovi fermi in deposito

Donatella Francesconi
Autobus nuovi fermi in deposito

Almeno quattro non circolano per un contenzioso del Comune con Camaiore

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 VIAREGGIO. Erano nuovi, ecologici e forti... e sono morti. O meglio fermi. Stiamo parlando dei bus super ecologici (classe Eeu, superiore agli euro5) acquistati dall'amministrazione Marcucci e inaugurati da quella Lunardini, con gli assessori Roberto Bucciarelli, all'epoca neo assessore alla mobilità, e Vittorio Fantoni (sociale). Almeno quattro se ne stanno chiusi in deposito, al Marco Polo. Al loro posto circolano, invece, i cari vecchi bus inquinanti. Quelli con lo sbuffo nero che entra dal finestrino se si ha la disavventura di trovarsi in coda dietro al bestione.  Ogni bus nuovo, compresi quelli attualmente fermi, costa 210mila euro. Pur utilizzando gasolio come carburante, il sistema di filtraggio dei nuovi mezzi è tale da rendere i gas di scarico meno inquinanti delle emissioni dei mezzi a metano. Di dimensione "media" (9,23 metri di lunghezza per 2,47 di larghezza) hanno 13 posti a sedere e possono portare fino a 58 passeggeri in piedi. E tutti sono dotati di ampio spazio attrezzato per chi si sposta sulla sedia a rotelle o sale sul bus con un bambino in carrozzina con relativa pedana per la discesa.  Meraviglie vantate e presto dimenticate. Non appena - poco prima della Pasqua di quest'anno - la giunta Lunardini ha "disegnato" i nuovi percorsi delle linee urbane. Decidendo di far passare dall'ospedale Versilia alcune linee urbane. E qui è nato il caso che ha portato al fermo delle metà dei nuovi acquisti: che - per un accordo tra Vaibus e l'amministrazione Marcucci - non possono viaggiare fuori dal territorio comunale. Cioè non possono raggiungere l'ospedale che è nei confini del comune di Camaiore.  Il divieto di "espatrio" - spiega Vaibus, azienda provinciale dei trasporti - «è scritto sulla carta di circolazione». «Mi sembra davvero strano», replica l'ex assessore alla mobilità, Gianfranco Di Fonzo: «Non capisco perché mai un accordo tra amministrazione e Vaibus debba interessare alla motorizzazione...Senza contare che, se così fosse, quando i bus fuori servizio imboccano la variante da Torre del Lago al Marco Polo, sarebbero già fuori legge e sanzionabili...».  Il vincolo di circolazione esclusiva fu posto da Viareggio - ricorda l'assessore provinciale ai trasporti, Silvano Simonetti - «perché quei mezzi erano di proprietà del Comune». Nel senso che Vaibus aveva messo i soldi e Viareggio li avrebbe riscattati man mano. Con la collaborazione - è questo il nocciolo della vicenda che ha portato all'inaudita vicenda dei bus fermi in deposito - del Comune di Camaiore. Questa è la richiesta che l'amministrazione Lunardini, con il suo assessore alla mobilità nei panni di Athos Pastechi, rivolge a quella guidata da Giampaolo Bertola. Con la motivazione che i bus passano sul territorio di competenza. La risposta ricevuta, almeno fino a ieri, non è stata positiva. Così gli autobus nuovi di zecca se la dormono in garage. Mentre in strada circolano i mezzi vecchi, con tutte le conseguenze immaginabili sui passeggeri e sugli autisti.  «Che gli autobus nuovi stiano in deposito - commenta l'assessore provinciale Simonetti - mi sembra poco razionale...». Dal canto suo, Gianfranco Di Fonzo aggiunge: «Volere è potere: io non credo che sia impresa ardua modificare la clausola dell'impiego sul solo territorio comunale, viste le nuove scelte relative al servizio di trasporto che l'amministrazione comunale ha presentato a Vaibus e Provincia...».  In attesa di capire se Camiore deciderà o meno di collaborare al pagamento degli autobus (ma in questo caso la proprietà di chi sarebbe?), ai viareggini diretti all'ospedale unico non resta che rassegnarsi a viaggiare scomodi e su mezzi inquinanti.  

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