La scommessa di Alex: il nostro olio in Florida
Luca Basile
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LIMPRESA AMERICANA. Alessandro Tognetti ritratto allinterno del suo ristorante a Marina di Pietrasanta Tognetti esporta l'extravergine toscano per le navi da crociera dei Caraibi e gli hotel a 5 stelle
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PIETRASANTA. Un'ampolla d'olio d'oliva, retaggio di un'antica civiltà, alla conquista del sogno americano, Per un viaggio, infinito, che parte da alcuni piccoli, ma straordinari oliveti in terra di Toscana e deflagra, con tutto il suo charme qualitativo, nelle location più esclusive della Florida. A custodire la "reliquia" in questo volare oltreoceano, un giovane versiliese, Alessandro Tognetti, titolare del ristorante Alex di Tonfano e, in questo particolare contesto commerciale, proprietario di una società, la World Wine Food, con doppia sede, a Marina di Pietrasanta e Miami. «L'idea è semplice e complicata al tempo stesso: esportare, negli Usa olio extravergine di oliva 100% proveniente dalla Toscana per una produzione all'insegna della massima qualità. Il tutto con un marchio "Aska Eleivana" con etichetta disegnata dal fortemarmino Domenico Monteforte, che è poi il nome scelto dagli etruschi per indicare l'ampolla dell'olio di oliva. In fondo furono proprio gli etruschi ad affermare l'olivocultura nel Mediterraneo. L'unicità, se vogliamo, di questa idea - spiega Tognetti - sta nel fatto che l'olio che esporto è un mixaggio di produzioni, sempre di eccellenza, diverse fra loro. In sostanza metto insieme 'cultivar' straordinari con peculiarità differenti, vedi 'leccino', 'moraiolo' e 'frantoiano', per un risultato finale che si abbina, idealmente, ad alcune tipiche pietanze statunitensi. Non vado sui mercati Usa con la presunzione di esortare a comprare questo olio "perché è il migliore che puoi trovare", ma suggerisco al compratore che "Aska Eleivana" risulta essere perfetto, ad esempio, con un must della loro cucina, l'esclusivo Alaskan King crab, il grande granchio reale rosso. Un modo di proporsi che, abbinato alla qualità dell'olio, evidentemente ha funzionato». Già perché "Aska Eleivana" con la sua dote made in Italy, ha fatto breccia nell'animo, generoso per dollari, dei frequentatori delle grandi navi da crociera che solcano i Caraibi e ancora negli hotel più esclusivi, parliamo di mastodontici 5 stelle con in dote anche 3 o 4 ristoranti nel loro interno, della Florida. «Con l'importatore di riferimento ho firmato un contratto in esclusiva sempre per la Florida: al momento esportiamo alcune migliaia di bottiglie al mese. Negli Stati Uniti gli unici olii italiani presenti sono quelli industriali, che però si rivolgono ad un mercato diverso da quello individuato dal sottoscritto: è chiaro che, vista la vastità dell'offerta e le differenti tipologie, esportare non è così semplice, ma evidentemente il coraggio, e la qualità, pagano. Sono partito dal basso - prosegue Tognetti -, salendo di livello in livello per arrivare a contattare il responsabile della Company che decide l'accesso, o meno, su navi da crociera ed alberghi di un determinato prodotto. L'idea, alla fine, ha convinto i vari interlocutori. Gli americani abbandoneranno il burro per condire i loro Alaskan king crab privilegiando l'olio toscano». Un'opzione piaciuta a tal punto che al recente Food Network South Beach Wine& Food Festival, di Miami, il prodotto ha ottenuto un riscontro di consensi, e di interesse commerciale, per certi versi inaspettato. «Ho così deciso di puntare su due marchi: l'Excellence, finalizzato al condimento sui crostacei e il Prestige, più indicato su "liscato" e tonno - precisa Tognetti -. Come faccio a seguire il mercato in Usa? Ho casa a Miami dove resto, con la mia famiglia, per diversi mesi l'anno, compatibilmente con l'attività del ristorante di Marina». Per un'ampolla d'olio che volge il suo sguardo migliore al nuovo mondo, si può però, alla fine anche decidere di lasciarsi tutto alle spalle e di vivere l'America a 360º oppure... «Sono un fortemarmino con il salmastro nelle vene - chiosa Tognetti -: sto vivendo un'avventura, commerciale, eccezionale, ma le mie radici erano e resteranno in Versilia. Continuerò così a fare avanti e indietro, perché comunque al sogno americano, di certo, non rinuncio».
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