Il Tirreno

Versilia

a quando il progetto per il lavoro?

Rom, un pomeriggio di festa tra i box

Donatella Francesconi
<strong>SI GIOCA.</strong> I più piccoli si divertono con i giochi di una volta
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SI GIOCA. I più piccoli si divertono con i giochi di una volta

Festa al campo Rom, dove il Comune ha effettuato sabato gli ultimi lavori dopo lo spostamento dei box nell'area di sua proprietà. Si è ballato, mangiato, i bambini hanno avuto palloncini e giochi grazie all'appuntamento promosso dalle associazioni Berretti bianchi, Comunità di Sant'Egidio, Arci e Officina 21

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TORRE DEL LAGO. Festa al campo Rom, dove il Comune ha effettuato sabato gli ultimi lavori dopo lo spostamento dei box nell'area di sua proprietà. Si è ballato, mangiato, i bambini hanno avuto palloncini e giochi grazie all'appuntamento promosso dalle associazioni Berretti bianchi, Comunità di Sant'Egidio, Arci e Officina 21. Pochi gli italiani che si sono spinti al campo, nonostante all'evento fosse stata data adeguata pubblicità. Ma questo non ha compromesso la buona riuscita della festa, momento di aggregazione e di attenzione sulla piccola comunità rumena accolta nel 2007 all'interno del progetto di integrazione voluto dall'amministrazione comunale in carica.  Progetto al quale - è stato sottolineato dalle associazioni - «manca un pezzo fondamentale. Ci sono, infatti, 75mila euro, arrivati dalla Regione per sostenere l'inserimento lavorativo degli adulti, che non sono stati spesi e per l'utilizzo dei quali ancora non c'è un'ipotesi di programmazione».  In compenso - viene ricordato - «il Comune toglie fondi alle attività estive per i bambini residenti in città per pagare 25mila euro ad un privato cittadino che viene "investito" del ruolo di sorvegliante del campo. Con diritto di decisione assoluta».  La scelta dell'amministrazione Lunardini, infatti, è stata quella di indicare in Giuseppe Del Cima, titolare del camping adiacente al piccolo insediamento Rom, come guardiano della comunità. Con poteri quasi assoluti. Tanto che, anche ieri pomeriggio, gli organizzatori della festa raccontano di una «preoccupazione che i residenti nel campo ci hanno trasmesso appena arrivati, perché Del Cima non voleva che si tenesse la festa per la quale era stato avvisato, via fax, l'ufficio sociale dell'assessore Fantoni».  Alla fine sul posto è arrivato l'assessore Antonio Tedeschi «che non era informato dell'iniziativa», prosegue il racconto dei rappresentanti delle associazioni, e ha dovuto fare da tramite tra le due volontà, festa no e festa sì. Sulla questione dell'incarico a Giuseppe Del Cima, le associazioni che gravitando intorno al campo Rom stanno predisponendo un documento e chiedono un incontro con il sindaco Lunardini.

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