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Versilia

LA GRANDE LIRICA

Auditorium, impazza il toto-nome

<strong>ANCORA DA BATTEZZARE.</strong> La sala dell’auditorium al Teatro di Torre del Lago durante il concerto tenuto il giorno dell’inaugurazione
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ANCORA DA BATTEZZARE. La sala dell’auditorium al Teatro di Torre del Lago durante il concerto tenuto il giorno dell’inaugurazione

A chi sarà intitolato il nuovo Auditorium del Gran teatro del Festival Puccini? La risposta spetta ai cittadini (non necessariamente melomani) che possono dare indicazioni tramite il sito www.puccinifestival.it o per posta alla Fondazione via delle Torbiere Torre del Lago o telefonando allo 0584 350567

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TORRE DEL LAGO. A chi sarà intitolato il nuovo Auditorium del Gran teatro del Festival Puccini? La risposta spetta ai cittadini (non necessariamente melomani) che possono dare indicazioni tramite il sito www.puccinifestival.it o per posta alla Fondazione via delle Torbiere Torre del Lago o telefonando allo 0584 350567.

Inutile dire che già in molti si sono scatenati, e le proposte stanno arrivando in quantità notevole. Da queste abbiamo stralciato una prima lista di nomi e suggerimenti. Vediamoli insieme.

Innanzitutto due amici di Puccini. Ferruccio Pagni, uno dei cosiddetti pittori del lago. Livornese, era arrivato a Torre nel 1890 un anno prima di Puccini, col quale strinse amicizia. 

L'altro è Salvatore Orlando, compositore livornese, che abitava nella villa accanto. "Toino", come lo chiamava Puccini, ha avuto il privilegio di ascoltare il finale di Turandot eseguito dall'autore al pianoforte.

Tra i compositori affiorano anche il nome di Giacomo Puccini, che è il padrone di casa e già dedicatario del Teatro e quello del suo insegnante Amilcare Ponchielli. L'autore di "Gioconda" infatti ottenne la cattedra di composizione al conservatorio di Milano nel 1882 ed ebbe tra i suoi allievi Puccini e Mascagni.

Alcuni indicano Simonetta Puccini, nipote del Maestro, perché figlia del figlio Antonio. A lei dobbiamo la fondazione dell'Istituto di studi Pucciniani di Milano. Ha pubblicato approfondimenti sulla vita e l'arte dell'illustre nonno. È coautrice con Laura Zanobi, del recentissimo "Puccini in Valdinievole".

Ci si spinge anche oltre l'arte, optando per la scienziata Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina 1986.

Non mancano due personaggi di casa nostra: il jazzista Dean Benedetti nato in America, ma figlio di emigrati torrelaghesi e lo scrittore viareggino Mario Tobino.

Segnalazioni per il navigato regista di opera lirica come Franco Zeffirelli e il leggendario direttore d'orchestra Arturo Toscanini. L'incontro tra Puccini e Toscanini avvenne al teatro Verdi di Pisa, nel 1894, in occasione di "Manon Lescaut".

Era la prima volta che Toscanini dirigeva un'opera di Puccini. Nacque così una lunghissima amicizia, che conobbe anche contrasti, ma non insanabili. E fu proprio Toscanini a dirigere l'incompiuta "Turandot" nel 1926 alla Scala.

Un altro direttore d'orchestra indicato è Giuseppe Sinopoli, scomparso nel 2001. Al Festival Puccini diresse la "Tosca" del 1979, che ospitava il debutto in ruolo di Renata Scotto. La modernità del suo Puccini, colse il pubblico di sorpresa, che non capì, ma per il festival la lettura di Sinopoli, fu una luce verso la piena comprensione del compositore.

E a proposito di "Tosca", non un personaggio, ma addirittura la frase iniziale della celeberrima aria di Cavaradossi "Recondite armonie", è consigliata come intitolazione dell'Auditorium.

Naturalmente, non mancano i nomi dei grandi cantanti. Franco Corelli, ad esempio. È legato al festival Puccini, perché sul palcoscenico torrelaghese ha concluso la sua carriera nell'estate 1976. Una serata burrascosa, rimasta nel ricordo di tanti spettatori, perché il cantante anconetano, preso da timor panico, si rifiutava di entrare in scena. Fu grazie alle pazienti sollecitazioni degli amici, della moglie Loretta di Lelio e degli organizzatori del festival che Corelli riuscì a superare la crisi e finalmente indossare gli abiti di Rodolfo.

Il poeta di "Bohème" aveva annoverato l'anno precedente il debutto torrelaghese di Luciano Pavarotti, che certo non manca nell'elenco delle segnalazioni. Così come non è dimenticata la grandissima Maria Callas, che debuttò in "Tosca" a 18 anni ad Atene e con questa opera pucciniana, dette l'addio alle scene, nel 1965 a Londra. Ha ricevuto il Premio Puccini nel 1977, alla memoria.

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