Il Tirreno

Versilia

ALLUVIONE DI NATALE

Massaciuccoli verso la normalità rimossi centinaia di sacchetti

Massaciuccoli verso la normalità rimossi centinaia di sacchetti

Erano stati  l'ultimo argine elevato per impedire che il lago di Massaciuccoli tracimasse quando, durante l'alluvione di Natale, tutto sembrava perduto e  l'acqua aveva invaso mezza Toscana. Ora i sacchetti di sabbia che erano stati posizionati sulle sponde vengono rimossi. Piccolo passo avanti verso il ritorno alla normalità

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E' iniziata  la rimozione dei sacchetti di sabbia posizionati sugli argini del Lago di Massaciuccoli nei giorni successivi all'alluvione di Natale. I primi ad essere recuperati sono i teli di plastica, serviti per impermeabilizzare i sacchetti, impedendo all'acqua di filtrare in caso di esondazione del lago.

I teli non saranno buttati via, ma riutilizzati in caso di necessità. Spesso vengono infatti stesi sugli argini a rischio di cedimento per la pioggia. Gli oltre 70.000 sacchi di sabbia che si trovano nella zona di bonifica non verranno levati. Ci penserà Madre Natura, dato che la juta di cui sono fatti è completamente biodegradabile e non arreca alcun danno all'ambiente. Verranno invece recuperat quelli rimasti sulla Via di Montramito.

"I ballini, lasciati fino ad ora per motivi precauzionali su tutti gli argini del lago, hanno svolto una funzione importante - spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Fortunato Angelini - permettendo di portare l'intero Massaciuccoli ad una quota di 80 cm sopra il livello del mare, un livello di sicurezza che venne individuato dalla unità di crisi allestita presso la prefettura di Pisa.

Due giorni dopo la rottura dell'argine, il Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli cominciò ad acquistare i sacchi di iuta (in totale109.000) che poi furono riempiti e posizionati grazie all'aiuto di 441 militari della Folgore e di 151 volontari. Di questi 25.000 vennero messi dal Comune di Viareggio sul Belvedere a Torre del Lago, mentre poco più di 11.000 sono rimasti nei magazzini pronti per essere impiegati in future emergenze, cosa che ci auguriamo non debba succedere".

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