Il presidio
Gaffe
La relazione del comandante era copiata
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Vincenzo Strippoli, comandante della polizia municipale di ViareggioA scuola, chi "copia" prende un brutto voto. A Viareggio invece sale su un palco e invia il "tema" ai giornali. Mercoledì Vincenzo Strippoli, comandante dei vigili urbani di Viareggio, ha letto un discorso pubblico, nello scenario drammatico di via Ponchielli e Porta Pietrasanta, devastate dalla strage. Ma, per lunghi tratti, quel discorso non l'ha scritto lui
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VIAREGGIO. A scuola, chi "copia" prende un brutto voto o va dietro la lavagna. A Viareggio invece sale su un palco e invia il "tema" ai giornali. Mercoledì Vincenzo Strippoli, comandante dei vigili urbani di Viareggio, ha letto un discorso pubblico, nello scenario drammatico di via Ponchielli e Porta Pietrasanta, devastate dalla strage. Ma, per lunghi tratti, quel discorso non l'ha scritto lui. L'ha scritto Antonella Manzione, nel 2004, quando era comandante a Verona.
L'operazione è "tradita" da Internet, dove si può scaricare il documento del discorso ufficiale pronunciato da Antonella Manzione nel 2004 alla festa della polizia municipale della città veneta. Una relazione ben scritta; la stampa veronese ne pubblicò diversi passaggi, all'epoca, elogiandoli per la loro "particolare eloquenza".
Ovviamente un passaggio importante della relazione - quello con le cifre specifiche del lavoro della polizia municipale a Viareggio (compresa la straordinaria opera svolta dai nostri vigili urbani dopo il disastro del 29 giugno, e sia chiaro che questa nessuno la discute) - è scritto in modo del tutto autonomo. Ma nelle trame della Rete si scoprono due cose.
La prima è la più sorprendente: ampissimi stralci dei due discorsi ufficiali sono identici, pressoché alla lettera. Per pagine intere.
La seconda è la più sgradevole: nella relazione di Verona ci sono alcuni riferimenti all'organizzazione (allora recentissima) nella città scaligera dei campionati del mondo di ciclismo; e nella relazione di Strippoli quei passaggi sono utilizzati e spesso conservati, ma il riferimento alla gara ciclistica viene sostituito con il riferimento alla strage del 29 giugno. Da una parte una grande festa dello sport, dall'altra un evento che ha causato trentadue morti.
Il documento del 2010 non è originale neppure quando formula i ringraziamenti di rito: molti di essi, rivolti alle singole autorità, sono trascritti "in automatico", modificati soltanto nei nomi o nelle cariche. Nel discorso il comandante dei vigili di Viareggio rivolge una riflessione anche al ruolo della stampa scritta e televisiva («auspichiamo che vogliano contribuire in futuro alla giusta diffusione della nostra immagine, etc. etc.»); ma lo fa sempre con le parole della Manzione nel 2004, tali e quali.
E questo accade persino nel ringraziamento ai suoi vigili urbani, che certo non ne saranno felici. Persino lì, quando parla degli uomini e delle donne che condividono con lui le giornate di lavoro, usa le parole altrui:
«A volte ci siamo confrontati, altre volte abbiamo avuto divergenze di opinioni, magari riportandoci reciproche amarezze che fanno parte della difficoltà di comunicare il proprio quotidiano quando la voglia di comunicare comunque c'è. Comunicare infatti significa, io credo, anche "condividere", e io ho condiviso con voi momenti difficili (...). Ho condiviso infine momenti di quotidianità, la fibrillante attività preparatoria degli uffici che sta dietro la gestione di ogni evento e che non figura all'esterno». Tutto già scritto e già detto a Verona nel 2004.
Fa la stessa cosa anche quando riconosce eventuali errori o lacune nel lavoro della polizia municipale. Anche in quel passaggio, che dovrebbe essere uno dei più sentiti e coinvolti, la scelta è quella del copia-e-incolla. «Non ce ne voglia nessuno dei presenti se in qualche episodio non siamo stati del tutto ineccepibili. Vogliamo migliorarci e soprattutto farci conoscere, farci apprezzare, farci sentire vicini». Tutto già scritto e detto da sei anni.
Sono, semplicemente, cose che non si fanno. Oggi attendiamo che dal Comune giungano parole precise e approfondite che spieghino questa brutta figura. E vogliamo sapere che cosa ne pensa Luca Lunardini, sindaco di Viareggio.
Secondo noi il Comune, per cominciare, dovrebbe presentare le proprie scuse ai cittadini. E questa volta non con parole dette da altri.
L'operazione è "tradita" da Internet, dove si può scaricare il documento del discorso ufficiale pronunciato da Antonella Manzione nel 2004 alla festa della polizia municipale della città veneta. Una relazione ben scritta; la stampa veronese ne pubblicò diversi passaggi, all'epoca, elogiandoli per la loro "particolare eloquenza".
Ovviamente un passaggio importante della relazione - quello con le cifre specifiche del lavoro della polizia municipale a Viareggio (compresa la straordinaria opera svolta dai nostri vigili urbani dopo il disastro del 29 giugno, e sia chiaro che questa nessuno la discute) - è scritto in modo del tutto autonomo. Ma nelle trame della Rete si scoprono due cose.
La prima è la più sorprendente: ampissimi stralci dei due discorsi ufficiali sono identici, pressoché alla lettera. Per pagine intere.
La seconda è la più sgradevole: nella relazione di Verona ci sono alcuni riferimenti all'organizzazione (allora recentissima) nella città scaligera dei campionati del mondo di ciclismo; e nella relazione di Strippoli quei passaggi sono utilizzati e spesso conservati, ma il riferimento alla gara ciclistica viene sostituito con il riferimento alla strage del 29 giugno. Da una parte una grande festa dello sport, dall'altra un evento che ha causato trentadue morti.
Il documento del 2010 non è originale neppure quando formula i ringraziamenti di rito: molti di essi, rivolti alle singole autorità, sono trascritti "in automatico", modificati soltanto nei nomi o nelle cariche. Nel discorso il comandante dei vigili di Viareggio rivolge una riflessione anche al ruolo della stampa scritta e televisiva («auspichiamo che vogliano contribuire in futuro alla giusta diffusione della nostra immagine, etc. etc.»); ma lo fa sempre con le parole della Manzione nel 2004, tali e quali.
E questo accade persino nel ringraziamento ai suoi vigili urbani, che certo non ne saranno felici. Persino lì, quando parla degli uomini e delle donne che condividono con lui le giornate di lavoro, usa le parole altrui:
«A volte ci siamo confrontati, altre volte abbiamo avuto divergenze di opinioni, magari riportandoci reciproche amarezze che fanno parte della difficoltà di comunicare il proprio quotidiano quando la voglia di comunicare comunque c'è. Comunicare infatti significa, io credo, anche "condividere", e io ho condiviso con voi momenti difficili (...). Ho condiviso infine momenti di quotidianità, la fibrillante attività preparatoria degli uffici che sta dietro la gestione di ogni evento e che non figura all'esterno». Tutto già scritto e già detto a Verona nel 2004.
Fa la stessa cosa anche quando riconosce eventuali errori o lacune nel lavoro della polizia municipale. Anche in quel passaggio, che dovrebbe essere uno dei più sentiti e coinvolti, la scelta è quella del copia-e-incolla. «Non ce ne voglia nessuno dei presenti se in qualche episodio non siamo stati del tutto ineccepibili. Vogliamo migliorarci e soprattutto farci conoscere, farci apprezzare, farci sentire vicini». Tutto già scritto e detto da sei anni.
Sono, semplicemente, cose che non si fanno. Oggi attendiamo che dal Comune giungano parole precise e approfondite che spieghino questa brutta figura. E vogliamo sapere che cosa ne pensa Luca Lunardini, sindaco di Viareggio.
Secondo noi il Comune, per cominciare, dovrebbe presentare le proprie scuse ai cittadini. E questa volta non con parole dette da altri.
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