Il presidio
Viareggio
«Portiamo a Roma il caso binari»
Donatella Francesconi
O i ferrovieri sui i binari, o il Comitato di via Ponchielli ad occupare il Comune. Stretto tra le due ipotesi, pronte a diventare realtà per difendere le posizioni in merito alla rimozione di due binari, per il sindaco Lunardini ieri è stata una lunga giornata di colloqui
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VIAREGGIO. O i ferrovieri sui i binari, o il Comitato di via Ponchielli ad occupare il Comune. Stretto tra le due ipotesi, pronte a diventare realtà per difendere le posizioni in merito alla rimozione di due binari, per il sindaco Lunardini ieri è stata una lunga giornata di colloqui. Terminata con la richiesta di un incontro, inviata all'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. Appuntamento comprensivo della presenza del commissario per la ricostruzione, Claudio Martini, attualmente in Australia per un viaggio istituzionale da presidente uscente della Regione.
Questo pomeriggio Lunardini sarà a Roma per incontrare Bertolaso. Con lui il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e la dirigente della Regione, Cristina Francini. L'occasione, fissata da tempo, era quella giusta per fare il punto sui finanziamenti già stanziati e su quelli necessari. Con gli ultimi avvenimenti diventa il luogo dove trattare la patata bollente delle divisioni venute alla luce in città: da una parte il Comitato di via Ponchielli deciso a difendere ad ogni costo il risultato ottenuto; dall'altra ferrovieri, Cgil, comitato Avif, assessori provinciali e politici che denunciano: passa dallo smantellamento dei binari 9 e 10 il declassamento dell'intera stazione.
«Se togli due binari - ha spiegato al sindaco l'assessore provinciale Emiliano Favilla al sindaco, nell'incontro di ieri mattina nel corso del quale Lunardini è stato sempre solo - non è certo un potenziamento! La stazione avrà una capacità in meno di manovra e di stazionamento». «È come se da un'autostrada a tre corsie si passasse a due corsie», ha spiegato un altro capostazione. Non solo: i due binari in questione - ricordano i ferrovieri - «sono appena stati rifatti. Metti e togli: ma quanti soldi pubblici si stanno spendendo?».
Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, propone di guardare oltre con uno spunto che va oltre la contrapposizione dai toni serrati dei due "fronti": «Fin dai giorni immediatamente successivi al disastro ferroviario ho chiesto, in tutte le sedi istituzionali compresi gli incontri con il Governo, un progetto complessivo di messa in sicurezza della stazione di Viareggio. Proprio perché noi non siamo tecnici, chiedevamo che venissero presi in considerazione ed esaminati in maniera approfonditi tutti gli aspetti che la tragedia aveva posto con forza all'attenzione di tutti».
Il sindaco, in serata, annunciava la trasferta romana: «Porto a Bertolaso un protocollo d'intesa con una serie di punti: primo non declassare la stazione; secondo, smantellare i due binari». Lunardini, insomma, ha scelto da che parte stare. Ma sulla complessa vicenda dello smantellamento dei due binari di manovra e ricovero dei treni merci c'è un altro aspetto che viene posto alla riflessione dei residenti della zona, compreso chi in via Ponchielli vuol tornare a vivere. «La rimozione dei binari - spiega Gianfranco Baldini, presidente dell'Associazione vittime incidente ferroviario - è il via libera per far passare davanti alle abitazioni la nuova strada, più larga, già prevista dal Regolamento urbanistico». Che correrà, appunto, lungo tutta la ferrovia nella zona - completamente rivoluzionata - di largo Risorgimento e dintorni. «Un passaggio che andava affrontato con il quartiere intero», rimprovera Baldini diretto al sindaco.
«I binari 9 e 10 non ponevano ai residenti in via Ponchielli un problema di sicurezza», è l'opinione dell'assessore provinciale ai trasporti, Silvano Simonetti. E se è capitato, invece, propongono i ferrovieri «allora che si ottenga subito dalle Ferrovie un'ordinanza che vieti lo stazionamento di merci pericolose a ridosso della strada». Per questa mattina a mezzogiorno Lunardini ha fissato una conferenza stampa: «Penso che ci saranno novità», annunciava nella tarda serata di ieri.
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Questo pomeriggio Lunardini sarà a Roma per incontrare Bertolaso. Con lui il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e la dirigente della Regione, Cristina Francini. L'occasione, fissata da tempo, era quella giusta per fare il punto sui finanziamenti già stanziati e su quelli necessari. Con gli ultimi avvenimenti diventa il luogo dove trattare la patata bollente delle divisioni venute alla luce in città: da una parte il Comitato di via Ponchielli deciso a difendere ad ogni costo il risultato ottenuto; dall'altra ferrovieri, Cgil, comitato Avif, assessori provinciali e politici che denunciano: passa dallo smantellamento dei binari 9 e 10 il declassamento dell'intera stazione.
«Se togli due binari - ha spiegato al sindaco l'assessore provinciale Emiliano Favilla al sindaco, nell'incontro di ieri mattina nel corso del quale Lunardini è stato sempre solo - non è certo un potenziamento! La stazione avrà una capacità in meno di manovra e di stazionamento». «È come se da un'autostrada a tre corsie si passasse a due corsie», ha spiegato un altro capostazione. Non solo: i due binari in questione - ricordano i ferrovieri - «sono appena stati rifatti. Metti e togli: ma quanti soldi pubblici si stanno spendendo?».
Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, propone di guardare oltre con uno spunto che va oltre la contrapposizione dai toni serrati dei due "fronti": «Fin dai giorni immediatamente successivi al disastro ferroviario ho chiesto, in tutte le sedi istituzionali compresi gli incontri con il Governo, un progetto complessivo di messa in sicurezza della stazione di Viareggio. Proprio perché noi non siamo tecnici, chiedevamo che venissero presi in considerazione ed esaminati in maniera approfonditi tutti gli aspetti che la tragedia aveva posto con forza all'attenzione di tutti».
Il sindaco, in serata, annunciava la trasferta romana: «Porto a Bertolaso un protocollo d'intesa con una serie di punti: primo non declassare la stazione; secondo, smantellare i due binari». Lunardini, insomma, ha scelto da che parte stare. Ma sulla complessa vicenda dello smantellamento dei due binari di manovra e ricovero dei treni merci c'è un altro aspetto che viene posto alla riflessione dei residenti della zona, compreso chi in via Ponchielli vuol tornare a vivere. «La rimozione dei binari - spiega Gianfranco Baldini, presidente dell'Associazione vittime incidente ferroviario - è il via libera per far passare davanti alle abitazioni la nuova strada, più larga, già prevista dal Regolamento urbanistico». Che correrà, appunto, lungo tutta la ferrovia nella zona - completamente rivoluzionata - di largo Risorgimento e dintorni. «Un passaggio che andava affrontato con il quartiere intero», rimprovera Baldini diretto al sindaco.
«I binari 9 e 10 non ponevano ai residenti in via Ponchielli un problema di sicurezza», è l'opinione dell'assessore provinciale ai trasporti, Silvano Simonetti. E se è capitato, invece, propongono i ferrovieri «allora che si ottenga subito dalle Ferrovie un'ordinanza che vieti lo stazionamento di merci pericolose a ridosso della strada». Per questa mattina a mezzogiorno Lunardini ha fissato una conferenza stampa: «Penso che ci saranno novità», annunciava nella tarda serata di ieri.
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