eventi
Versilia bocciata in cultura
Matteo Tuccini
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La sede dei Musei Civici a Villa Paolina a Viareggio; in alto a sinistra, Estate al ForteMusei poco conosciuti, spesso senza un direttore, con uno scarso numero di visitatori. Tante manifestazioni, ma tutte o quasi concentrate nello stesso periodo e quindi in concorrenza tra di loro. Investimenti ridotti, in termini di personale addetto ma anche di pubblicità e di comunicazione sui mezzi di informazione, Internet compreso
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Musei poco conosciuti, spesso senza un direttore, con uno scarso numero di visitatori. Tante manifestazioni, ma tutte o quasi concentrate nello stesso periodo e quindi in concorrenza tra di loro. Investimenti ridotti, in termini di personale addetto ma anche di pubblicità e di comunicazione sui mezzi di informazione, Internet compreso.
Il quadro dell'offerta culturale della Versilia, elaborato dall'associazione NordSudOvestEst su commissione della Provincia, è desolante. L'analisi, eseguita su oltre 300 manifestazioni svoltesi sul territorio tra il 2007 e il 2008 e sui 14 musei presenti, evidenzia pochi punti di eccellenza. Per il resto, è un pianto o quasi: molte carenze e scarsa lungimiranza nella gestione. Con il solito difetto di sempre, cioè la mancanza di collaborazione tra i Comuni.
Per questo il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il vicepresidente con delega al turismo Patrizio Petrucci convocheranno a breve i sindaci. «L'obiettivo - dice Petrucci - è sfoltire il calendario e realizzare un programma unico con appuntamenti su cui si intende puntare sul serio».
I musei. Due soli centri hanno registrato più di 20mila visitatori annuali: sono il Museo del Carnevale di Viareggio e il Museo storico della Resistenza di S. Anna di Stazzema. Nonostante molte strutture siano a ingresso gratuito, in Versilia la media dei visitatori per museo è bassa: sono circa 6.200 persone all'anno, quasi 13mila in meno rispetto alla media regionale e 3.500 in meno rispetto a quella provinciale.
Il problema principale, da cui derivano le altre lacune, sembra l'assenza di una gestione diretta in molte strutture. In due casi su tre non esiste la figura del direttore: questo - secondo gli esperti - è un handicap non da poco, perché rende il museo una semplice emanazione degli uffici comunali, perdendo in autonomia e capacità di programmazione. Non a caso il personale assunto in pianta stabile, la minoranza di chi lavora nel museo, è in prevalenza costituito da dipendenti comunali distaccati. Il resto degli addetti è fornito da cooperative e associazioni.
Le mostre. Pietrasanta, che sta svolgendo in effetti un ottimo lavoro, fa il vuoto dietro di sé: su 13 esposizioni che hanno registrato più di 5mila presenze, ben 9 erano allestite nel Comune del sindaco Massimo Mallegni. Tra l'altro, quasi tutte le mostre erano gratuite. Dalla ricerca emerge un certo miglioramento rispetto al passato nella gestione delle collettive, anche se molta strada deve ancora essere fatta. Per esempio ottenendo maggiori finanziamenti dai privati, come le Fondazioni bancarie, invece che affidarsi soltanto ai contributi pubblici.
Gli spettacoli. Nella miriade di appuntamenti dal vivo, soltanto 5 hanno registrato più di 10mila spettatori. Gli stessi 5 raccolgono il 90 per cento del pubblico versiliese, lasciando alle altre manifestazioni solo le briciole.
Gli eventi che possono affermare di avere un seguito consolidato sono il Carnevale di Viareggio, il Festival Pucciniano di Torre del Lago, il Festival La Versiliana, Estate al Forte e La Cittadella sotto le stelle.
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