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Versilia

Il caso

Città sporca, attacco a Sea

Donatella Francesconi
Ermindo Tucci, presidente di Sea ambiente
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Ermindo Tucci, presidente di Sea ambiente

«Sea non ce la fa» e «la città è sporca». Perché «non si riesce a star dietro alla mole di spazzatura prodotta». Parola di capogruppo del Pdl, la maggioranza alla guida della città amministrata dal sindaco Lunardini e dalla sua giunta. Alessandro Santini va in tv e azzarda: «La miglior gestione è quella comunale»

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VIAREGGIO. «Sea non ce la fa» e «la città è sporca». Perché «non si riesce a star dietro alla mole di spazzatura prodotta». Parola di capogruppo del Pdl, la maggioranza alla guida della città amministrata dal sindaco Lunardini e dalla sua giunta. Alessandro Santini va in tv e azzarda: «La miglior gestione è quella comunale». Nel senso del ritorno ad un'azienda municipalizzata.

«Chi mi ferma per strada - prosegue il capogruppo del Pdl ed ex vice sindaco a Camaiore con delega all'ambiente - lo fa per dirmi che la città è sporca. Al netto della maleducazione dei cittadini, che non manca, io credo che i servizi resi da Sea vadano migliorati tenendo conto dell'esperienza passata. La mia richiesta è che tornino gli spazzini, almeno per la Passeggiata e le piazze principali della città. L'azienda sta investendo nei macchinari, ma non si ha il risultato: la soluzione del mono operatore garantisce lo svuotamento di tutti i cassonetti nei tempi prefissati, ma l'addetto Sea non può scendere dal camion. Ed intorno ai bidoni resta lo sporco. Certo, deve passare un camioncino in più. Che, però, purtroppo non passa».

Santini dice la sua anche sul capitolato che regola i rapporti tra Comune e Sea: «Nei capitolati si scrivono bellissime cose, ma al momento di metterle in pratica non si ottiene mai niente. A meno di non stare a controllare con il fucile spianato, strada per strada».

Paolo Spadaccini. «Il regime di monopolio riduce l'efficacia dell'intervento». È l'opinione di Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale, che continua: «Stralciamo dal contratto con Sea dieci punti nevralgici e diamoli in affidamento a società private che si incarichino di tenere pulite, per esempio, le piazze della città. Insomma: puntiamo sulla libera concorrenza e vediamo cosa accade. Così facendo, tra l'altro, si creano anche dei posti di lavoro».

Stessa proposta per quanto riguarda le aiuole: «Perché non affidarle a vivaisti e floricoltori, in competizione l'uno con L'altro? Lo fanno in Marocco e vi farei vedere come sono tenute le città».

Anche secondo Spadaccini «la città è sporca ed in modo particolare tutte le piazze indistintamente».

Milziade Caprili. «Il giudizio è unanime: la città è sporca». Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra arcobaleno in consiglio comunale ed ex vice presidente del Senato, parla della necessità di «rivedere il capitolato Sea. Perché si spende troppo ed il risultato non è all'altezza. Non solo: si è determinato ormai un senso comune diffuso di malcoltento rispetto alla pulizia della città. Per la quale il Comune spende e Sea non riesce a garantire quanto necessario».

Antonio Batistini. «Il centro città non può essere tenuto pulito con un solo passaggio alla settimana». Punta il dito sullo spazzamento il capogruppo del Partito democratico, Antonio Batistini. Il quale conferma: «La città è sporca. Per la maleducazione dei cittadini e per i problemi legati all'esigenza di un controllo maggiore rispetto alla fedeltà dell'operato rispetto al contratto di servizio».

Batistini, però, spezza anche una lancia in favore di Sea: «Abbiamo un'azienda, facciamola funzionare. Intanto - è la proposta - a partire dalla costituzione di un'azienda dei rifiuti unica per tutta la Versilia. In modo da contenere i costi». Che sono alti - ricorda Batistini - a causa del contratto capestro con la società che gestisce l'inceneritore del Pollino: «Il Consorzio dei Comuni deve trovare in tempi brevi la soluzione per arrivare ad una rivisitazione della tariffa applicata alle amministrazioni». E, tramite loro, ai cittadini sempre sotto scacco di possibili aumenti.

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