Il Tirreno

Versilia

VERSILIA

La casetta dei ricordi divide.Il Comune: via gli striscioni

Donatella Francesconi
Il gazebo dei ricordi; sopra, lo striscione che sarà tolto
◗
Il gazebo dei ricordi; sopra, lo striscione che sarà tolto

La casetta di legno, al posto del gazebo per conservare ricordi e omaggi dedicati alle vittime della strage di via Ponchielli, divide il quartiere. Ieri è stata protocollata una petizione rivolta al Comune ed i residenti di largo Risorgimento hanno spiegato a chiare lettere: «Non è mancanza di sensibilità. Ma sembra esservi un cordoglio nazional-popolare talmente enfatico che è quasi ridicolo».

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La casetta di legno, al posto del gazebo per conservare ricordi e omaggi dedicati alle vittime della strage di via Ponchielli, divide il quartiere. Ieri è stata protocollata una petizione rivolta al Comune ed i residenti di largo Risorgimento hanno spiegato a chiare lettere: «Non è mancanza di sensibilità. Ma sembra esservi un cordoglio nazional-popolare talmente enfatico che è quasi ridicolo».

Parla così Alessandra Barcaroli, davanti agli assessori Roberto Bucciarelli ed Antonio Tedeschi: «Nessuno vuole dimenticare, ma il fatto che non vogliamo la casetta è prioritario. Riporti la nostra opinione in giunta ed il Comune fermi l'operazione». A farle eco è una madre: «È diventata una questione ingestibile. Mangio con il gazebo sotto casa, guardo la tv con il bruciato davanti. Bisogna pensare a chi ci abita e fa fatica a continuare».

Chi si oppone alla casetta - per la quale si sono spesi i motociclisti delle "Tartarughe lente" che tra le fiamme hanno perso due amici carissimi, simbolo del disastro di via Ponchielli - propone di istallare una lapide in quello che era un parco giochi. I promotori dell'operazione casetta in legno al posto del gazebo doneranno il manufatto al Comune che poi lo installerà «provvisoriamente», come ricordato dall'assessore Bucciarelli, nel giardino. «Ho dato già il mio parere favorevole - continua l'assessore cercando di contenere il coro di proteste - ma ne parlerò col sindaco e con chi cura il gazebo».

Il sindaco. «Credo ci voglia un corretto equilibrio tra ricordo ed esigenze di chi abita in zona. Penso - risponde Lunardini - all'ipotesi di un passaggio della discussione in consiglio comunale e credo che si potrebbe proporre un posizionamento più dislocato rispetto alla via Aurelia».

Via gli striscioni. Il ricordo della strage sembra dare più noia dei morti e dei feriti che ancora lottano in ospedale, delle case da ricostruire, delle attività che rischiano di chiudere, della vita che mai sarà più come prima tra ferrovia e via Aurelia, nel quartiere Terminetto.
L'assessore Bucciarelli ha annunciato: «Toglierò lo striscione al cavalcavia, lato Su, non appena rimosse le macerie sotto il ponte. Chi passa con la macchina si sente subito "affogato"...». Dello stesso avviso Luca Lunardini: «È soprattutto un problema per la viabilità...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera