TORRE DEL LAGO
Lirica, 2 milioni di incasso
Donatella Francesconi
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Uno scatto dalla “Manon”. A lato, da sinistra: Costagliola, Simoni, PestaFine stagione per la lirica in riva al lago e tempo di bilanci per il primo Festival pucciniano post celebrazioni e nuovo teatro
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TORRE DEL LAGO. Fine stagione per la lirica in riva al lago e tempo di bilanci per il primo Festival pucciniano post celebrazioni e nuovo teatro. Il sipario alzato 28 volte, quasi 48mila spettatori (47808) per un incasso inferiore di mezzo milione (2021865 euro) rispetto all'anno d'oro del centenario della nascita del padrone di casa. È la fotografia del primo cartellone firmato Carlo Pesta.
I dati forniti ieri comprendono unicamente spettatori e biglietti venduti per le serate dell'opera lirica, dei balletti e del gala. I concerti dei Pooh, Claudio Baglioni e lo spettacolo della "Tosca" di Lucio Dalla portano al Festival il solo affitto del teatro con tutto il necessario.
Il cartellone dell'opera, che quest'anno offriva anche una splendida produzione della "Manon Lescaut" in collaborazione con Nizza, ha fatto 41452 spettaori. I balletti classici arrivati direttamente dalla Russia si sono attestati a quota 6356. Con un "Lago dei cigni" che ha riempito il teatro ed i 2mila spettatori di "Giselle" penalizzata dalla concomitanza del "concertone" allo Stadio dei pini. Al Festival tirano un sospiro di sollievo: l'offerta ha retto, in un panorama nazionale e internazionale «che ha visto un'estate di spettacoli annullati».
Il presidente Massimiliano Simoni prende fiato e si dice «particolarmente soddisfatto del fatto che si sia riusciti a continuare gli investimenti sul teatro. Quest'anno abbiamo acquistato il parco luci che prima dovevamo affittare. Ora la vera scommessa è completare l'auditorium». Perché ciò accada è necessario che la Fondazione Monte dei Paschi «non ci lasci in mezzo al guado», continua Simoni spalleggiato dal suo direttore, Franco Moretti. Se ne riparlerà comunque a gennaio, anche se il Pucciniano assicura di aver già i progetti pronti da far scegliere al consiglio di indirizzo.
A vedere la Turandot con la regia di Maurizio Scaparro («una delle più belle che ho visto», è l'opinione di Carlo Pesta) - racconta Simoni - è venuta la commissione ministeriale del fondo Arcus, per i finanziamenti alla cultura: «L'importo promesso per la prossima stagione è sempre lo stesso, 1 milione e 400mila euro».
Resta il teatro da pagare, con il suo mutuo e un po' di spese legate ai lavori ancora da saldare. Per far fronte al necessario la giunta ha recentemente approvato la lettera di patronage che apre la strada alla richiesta, da parte della Fondazione, di un mutuo da 1 milione di euro presso la Cassa di Risparmio di Volterra». Della cifra - spiega Franco Moretti - «rientreremo una volta riscosso il credito Iva». Senza contare, conclude Moretti, che «a settembre il Comune ci sbloccherà un altro credito».
I dati forniti ieri comprendono unicamente spettatori e biglietti venduti per le serate dell'opera lirica, dei balletti e del gala. I concerti dei Pooh, Claudio Baglioni e lo spettacolo della "Tosca" di Lucio Dalla portano al Festival il solo affitto del teatro con tutto il necessario.
Il cartellone dell'opera, che quest'anno offriva anche una splendida produzione della "Manon Lescaut" in collaborazione con Nizza, ha fatto 41452 spettaori. I balletti classici arrivati direttamente dalla Russia si sono attestati a quota 6356. Con un "Lago dei cigni" che ha riempito il teatro ed i 2mila spettatori di "Giselle" penalizzata dalla concomitanza del "concertone" allo Stadio dei pini. Al Festival tirano un sospiro di sollievo: l'offerta ha retto, in un panorama nazionale e internazionale «che ha visto un'estate di spettacoli annullati».
Il presidente Massimiliano Simoni prende fiato e si dice «particolarmente soddisfatto del fatto che si sia riusciti a continuare gli investimenti sul teatro. Quest'anno abbiamo acquistato il parco luci che prima dovevamo affittare. Ora la vera scommessa è completare l'auditorium». Perché ciò accada è necessario che la Fondazione Monte dei Paschi «non ci lasci in mezzo al guado», continua Simoni spalleggiato dal suo direttore, Franco Moretti. Se ne riparlerà comunque a gennaio, anche se il Pucciniano assicura di aver già i progetti pronti da far scegliere al consiglio di indirizzo.
A vedere la Turandot con la regia di Maurizio Scaparro («una delle più belle che ho visto», è l'opinione di Carlo Pesta) - racconta Simoni - è venuta la commissione ministeriale del fondo Arcus, per i finanziamenti alla cultura: «L'importo promesso per la prossima stagione è sempre lo stesso, 1 milione e 400mila euro».
Resta il teatro da pagare, con il suo mutuo e un po' di spese legate ai lavori ancora da saldare. Per far fronte al necessario la giunta ha recentemente approvato la lettera di patronage che apre la strada alla richiesta, da parte della Fondazione, di un mutuo da 1 milione di euro presso la Cassa di Risparmio di Volterra». Della cifra - spiega Franco Moretti - «rientreremo una volta riscosso il credito Iva». Senza contare, conclude Moretti, che «a settembre il Comune ci sbloccherà un altro credito».
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