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Versilia

La strage di Viareggio
STRAGE DI VIAREGGIO

Se n'è andata anche Sara

Donatella Francesconi
Se n'è andata anche Sara

Aveva soltanto 24 anni, adesso è diventata la vittima numero 23. La madre è ancora ricoverata in condizioni disperate. I residenti nella zona attraversata dalla strage ferroviaria si stringono al comitato nato spontaneamente che ieri pomeriggio è tornato a riunirsi. «Non sappiamo neppure se dobbiamo fare denuncia per i danni subiti e a chi ci dobbiamo rivolgere»

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VIAREGGIO. Se n'è andata anche Sara. Che con le amiche, appena domenica, aveva protestato: «Mi manca l'aria di Viareggio». Sara Orsi, 24 anni, è la vittima numero 23 della strage che ha distrutto via Ponchielli. Per lei, ricoverata a Genova, si era davvero sperato. Con ustioni sul 70% del corpo non aveva perso la voglia di combattere. E appena domenica scorsa aveva parlato, attraverso il citofono della camera sterile con le amiche di sempre. Il suo cuore, però, non ha retto al dolore, allo stress, alla preoccupazione per la madre, gravissima, e l'amica Emanuela, entrambe ricoverate.

Sara era originaria di Livorno. Stava male, ma le sue condizioni erano migliori di quelle della madre e di Alessandro Farnocchia, anche lui ricoverato a Genova. A Viareggio, in via Parri, Sara aveva la sua agenzia immobiliare. Adesso sulla porta un cartello bianco con una scritta che è una resa davanti alla potenza del destino: «chiuso per cause di forza maggiore».

Sara è morta nel giorno in cui il sindaco Luca Lunardini è andato a Roma per portare la richiesta economica del Comune (50 milioni), cercare di capire i contenuti del decreto legato allo stato di emergenza, incontrare il ministro dell'interno per ribadire che i vigili del fuoco di Viareggio aspettano da troppo tempo la caserma nuova. Perché ci sia il decreto - ha spiegato Lunardini al rientro - «ci vorranno ancora una decina di giorni». E per quel che riguarda i finanziamenti «si parla di circa 15 milioni subito». Intanto i residenti nella zona attraversata dalla strage ferroviaria si stringono al comitato nato spontaneamente che ieri pomeriggio è tornato a riunirsi. Travolti da fuoco e macerie dieci giorni fa, oggi chi in via Ponchielli abitava o lavorava non sa dove sbattere la testa.

«Non sappiamo neppure se dobbiamo fare denuncia per i danni subiti e a chi ci dobbiamo rivolgere». Già, perché le scartoffie non hanno pietà. E anche per un disastro di queste dimensioni bisogna che qualcuno certifichi, nero su bianco, che il signor Mario o Antonio non si sono buttati giù la casa da soli.
Tra mille incertezze, mercoledì sera qualcosa sembra essere mutato nella posizione delle Ferrovie di Stato. Il cui amministratore delegato, Mauro Moretti così ha parlato: «Le assicurazioni si attivano per quelli che hanno responsabilità. Ed in questo momento non riteniamo di avere responsabilità. Se, però, l'attivazione della nostra assicurazione può essere utilizzata per anticipare i tempi, dovremo tranquillamente ragionare con le assicurazioni delle altre imprese per vedere le possibilità. E saremo sicuramente disponibili a farlo».

Sul fronte delle indagini arriva un allarme dei legali di un nutrito gruppo di persone coinvolte nel disastro. «Le Ferrovie - sottolinea l'avvocato Graziano Maffei - hanno iniziato e proseguito i lavori di ripristino della rete con una sollecitazione inconsueta per la pubblica amministrazione del nostro Paese». La conseguenza, rimarca Maffei, «è che i periti del Pm lavoreranno sulle foto e non sulla realtà».

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