Il Tirreno

Versilia

Crisi, una risata la seppellirà Satira glocal protagonista in Versilia

Angelo Petri
Crisi, una risata la seppellirà Satira glocal protagonista in Versilia

Ma che cos'è questa crisi? La risposta nelle opere degli oltre 200 disegnatori di tutto il mondo, testimoni di tempi cupi e ottimisti al tempo stesso. Perche la crisi tocca tutti. A Forte dei Marmi, torna il Premio satira politica

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«Chi ce l'ha li metta fuori/circolare miei signori e chissà.../che la crisi finirà! Ma cos'è questa crisi?/ Ma cos'è questa crisi?» Quasi ad esorcizzare il pessimismo quotidiano, impazza al Forte, dopo quasi ottant'anni, la celebre canzonicina di Rodolfo De Angelis, portata al successo anche da Petrolini. E', infatti, è il leitmotiv che ha scatenato più di 200 disegnatori satirico-umoristici di 50 Paesi nel mondo, dall'Europa all'India, alla Mongolia, dal Myanmar al Brasile, dall'Uzbekistan a Java, su invito del Museo della Satira e della Caricatura di Forte dei Marmi, che ne ha tratto la mostra clou dell'estate 2009. "Ma cos'è questa crisi? The political and financial crisis in the world cartoons" è infatti il titolo della divertente mostra (ndr.ma anche gravida di significati seri) che  fino al 4 ottobre, riempirà le sale del Forte di Leopoldo I .

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Certo la crisi che attanaglia l'intero pianeta a vederla in anteprima nelle 250 vignette che compongono la mostra del Museo della Satira, appare in fondo meno drammatica della realtà. Sarà l'ottimismo che infonde una bella risata, ma i disegni comunicano la sensazione che alla fine ce la faremo a superare questa crisi. Autorevoli come sempre gli autori perchè per capire "cos'è questa crisi", descriverne effetti, difetti ed eccessi sono stati chiamati a dire la loro, con carta e matita, oltre 200 disegnatori di tutto il mondo, a cominciare da firme celebri come Plantu  di Le Monde (France) o Krauze di The Guardian (G.B.), l'olandese Tom Janssen, e il russo Mikhail Zlatkovsky. L'universalità di questa esposizione introduce anche un'interessante visione di come la crisi venga vista, vissuta e interpretata nelle varie parti del mondo. Così se nei Paesi industrializzati la crisi è sinonimo di problemi bancari, crisi di Borse e investimenti, in quelli in via di sviluppo crisi è carenza di risorse naturali, danneggiate spesso da un'industrializzazione forzata e un po' folle. 

Riguardo alla partecipazione dei disegnatori italiani, si nota una visione più nazionalistica della crisi, con particolare risalto dato alle trovate e ai disastri dell'economia tricolore,  tutta protesa a giustificare invenzioni mirabolanti ("Mi avete dato la social card vuota!" - si lamentano I personaggi di Gianni Allegra - "Giovanotto è il pensiero quello che conta!")  e risultati assai modesti, leniti solo da inguaribili, quanto ingiustificati, sprazzi di ottimismo ("..dovete essere ottimisti! La recessione sta andando  benissimo...!!" - conferma a 32 denti il leader).

"Questa mostra, però, - spiegano all'unisono il presidente Enrico Ceretti e il sindaco Umberto Buratti - in ossequio alla missione della satira ("Castigat ridendo mores") non vuole solo essere un viaggio umoristico e satirico nei guai più recenti che affliggono il pianeta, ma anche una vera indagine sociologica per vignette su azioni e reazioni di un'economia che ha mandato in tilt l'intero sistema.

L'inaugurazione ci sarà domenica 28 alle 18; le vignette in anteprima sul sito: www.museosatira.it/crisi.



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