Il presidio
In ospedale per una frattura: muore a 49 anni
Claudio Vecoli
Un calvario lungo una settimana, poi il decesso. Il magistrato ordina l'autopsia
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VIAREGGIO. Era entrata in ospedale per una banale frattura che si era procurata dopo una caduta. Ma dall’ospedale non è più uscita viva. Maria Grazia Carpita, quarantanove anni, titolare dello storico negozio di bomboniere «Gli svizzeri» in via Garibaldi a Viareggio, è infatti morta venerdì sera per l’aggravarsi delle sue condizioni. Da una settimana era ricoverata nel reparto di rianimazione del «Versilia», con ogni probabilità a causa di una embolia. Ma per cercare di accertare cosa sia effettivamente successo dal suo ingresso al pronto soccorso al momento del suo decesso, il magistrato ha ordinato una autopsia che sarà eseguita all’inizio della prossima settimana. Il tragico calvario di Maria Grazia Carpita - sposata con Daniele Bertozzi, dipendente del reparto di macelleria dell’Esselunga di Lido di Camaiore, e madre di due figli: Serena e Luca, quest’ultimo geometra e volonario della Croce Verde di Viareggio - era iniziato la settimana scorsa. In seguito ad una caduta, la conosciutissima commerciante - figlia di uno dei titolari del mobilificio Carpita - era infatti andata al pronto soccorso per farsi visitare.
Qui le era stata diagnosticata una frattura del piatto tibiale e i medici ne avevano disposto il ricoverto in ortopedia. Una volta in reparto - e in attesa di essere sottoposta ad un intervento chirurgico - la donna è stata colpita da una grave embolia grassosa. A questo punto il figlio Luca - vista anche la sua esperienza di volontario alla Croce Verde - ha capito che la madre era in pericolo. Ed ha dato l’allarme. Per il figlio, i soccorsi in reparto sono stati tutt’altro che efficienti. L’Asl Versilia, invece, controbatte che la macchina ospedaliera si è mossa con professionalità. Due versioni contrastanti che con ogni probabilità saranno chiarite soltanto in un’aula di tribunale (i legali della famiglia, gli avvocati Alfonso Meini e Nicola Moriconi, hanno infatti sporto denuncia alla polizia). Al di là di come sono andate le cose, resta il fatto che le condizioni di Maria Grazia Carpita si sono fatte subito gravissime. Tanto che la donna è stata trasferita nel reparto di rianimazione. Dove, venerdì sera, il suo cuore ha cessato di battere. Gettando nello sconforto i familiari e tutte le persone che la conoscevano ed avevano imparato ad apprezzarne le tante qualità e l’impegno pubblico e privato (Grazia era donatrice di sangue dell’Avis ed è stata anche fra le fondatrici dell’Mcl, il movimento che ha partecipato alle ultime elezioni amministrative).
Come detto, sarà adesso la magistratura a cercare di far luce su quanto accaduto. La Procura della Repubblica di Lucca ha infatti ordinato che venga eseguita l’autopsia. Un esame che sarà effettuato all’inizio della settimana. Dopodiché potrà essere decisa anche la data in cui si terranno i funerali.
Qui le era stata diagnosticata una frattura del piatto tibiale e i medici ne avevano disposto il ricoverto in ortopedia. Una volta in reparto - e in attesa di essere sottoposta ad un intervento chirurgico - la donna è stata colpita da una grave embolia grassosa. A questo punto il figlio Luca - vista anche la sua esperienza di volontario alla Croce Verde - ha capito che la madre era in pericolo. Ed ha dato l’allarme. Per il figlio, i soccorsi in reparto sono stati tutt’altro che efficienti. L’Asl Versilia, invece, controbatte che la macchina ospedaliera si è mossa con professionalità. Due versioni contrastanti che con ogni probabilità saranno chiarite soltanto in un’aula di tribunale (i legali della famiglia, gli avvocati Alfonso Meini e Nicola Moriconi, hanno infatti sporto denuncia alla polizia). Al di là di come sono andate le cose, resta il fatto che le condizioni di Maria Grazia Carpita si sono fatte subito gravissime. Tanto che la donna è stata trasferita nel reparto di rianimazione. Dove, venerdì sera, il suo cuore ha cessato di battere. Gettando nello sconforto i familiari e tutte le persone che la conoscevano ed avevano imparato ad apprezzarne le tante qualità e l’impegno pubblico e privato (Grazia era donatrice di sangue dell’Avis ed è stata anche fra le fondatrici dell’Mcl, il movimento che ha partecipato alle ultime elezioni amministrative).
Come detto, sarà adesso la magistratura a cercare di far luce su quanto accaduto. La Procura della Repubblica di Lucca ha infatti ordinato che venga eseguita l’autopsia. Un esame che sarà effettuato all’inizio della settimana. Dopodiché potrà essere decisa anche la data in cui si terranno i funerali.
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