Asse e pista, le spine nel fianco
Giada Menichetti
progettisti: la nuova via è indispensabile, passi a sud
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VIAREGGIO. La sola immagine computerizzata del nuovo stadio dei Pini ha fatto scattare l’entusiasmo in platea. Un applauso spontaneo, che ha tolto la parola agli stessi artefici del progetto impegnati nella classica presentazione a suon di rendering nella sala Puccini del Centro Congressi. Platea in cui, va detto, sedevano solo due dei nove candidati sindaco per le prossime amministrative: Alberto Benincasa e Cristina Boncompagni. E questo nonostante la proposta dell’Esperia Viareggio passi in modo imprescindibile dall’accordo con il comune: «Non è stata una scelta casuale, quella di presentare il progetto del nuovo stadio e della Cittadella dello Sport a poche settimane dalle elezioni - spiega il presidente del Viareggio, Stefano Dinelli -. Volevamo scuotere la città, mettere le basi per intavolare un discorso con la prossima giunta e la città. Se poi nessuno darà seguito a quest’idea, pazienza, vuol dire che Viareggio non è ancora pronta a cambiare mentalità». Il leitmotiv del progetto, infatti, è lo stadio da vivere sette giorni su sette, da grandi e piccini, con spazi riservati allo sport, allo shopping, ai piaceri del palato e al fitness.
Quattro ettari (questa la superficie dell’area interessata) delimitati dalla pineta, a sud e ad est, e da via Salvatori, a nord e ad ovest, completamente riorganizzati «per dare impulso al quartiere - sottolineano gli architetti Leonardo Pelleriti e Sandro Biagiotti - e riqualificare le sue dotazioni ambientali». Il tutto partendo da un presupposto: l’asse di penetrazione. «La nostra idea - spiega Eloj Suarez - è quella di tracciarlo a sud dello stadio, ma seguendo un percorso differente rispetto a quello proposto dall’amministrazione: passare più bassi, cioè più vicini alla struttura, per alleggerire il “carico” sulla pineta». Una “conditio sine qua non”, quella della realizzazione dell’asse, che prospetta già una partenza ad handicap (di tempo) per il nuovo polo sportivo cittadino, senza considerare l’eventualità di ulteriori correttivi che potrebbero rendersi necessari alla congestionata viabilità del quartiere.
Il progetto, infatti, aumenta la capienza dello stadio a 10.000 posti e lo rende praticabile anche per concerti o manifestazioni extra-sportive di ampio respiro, con possibilità di accogliere in questo caso anche 15.000 persone: cifre che la struttura viaria della Darsena, senza l’asse di penetrazione, non può comunque sostenere e di cui neppure il nuovo tracciato può farsi garante. Nel progetto firmato Esperia Viareggio è scomparsa poi la pista di atletica intorno al terreno di gioco, in piena rispondenza al modello inglese che l’ha ispirato: «Siamo disponibili al confronto con l’amministrazione comunale - ha tuttavia precisato il presidente Dinelli - per individuare un’area dedicata esclusivamente allo sviluppo dell’atletica». E l’architetto Suarez, a tal proposito, aggiunge: «Molto dipende dalle intenzioni di sviluppo dell’amministrazione comunale, in particolare nella zona di Torre del Lago». Da curare, infine, c’è anche il rapporto con l’Ente Parco: «Le pertinenze dello stadio sono aree per lo più sgombre di pini - conclude l’architetto Suarez - ma qualsiasi sacrificio sarà rimpiazzato con nuove piantumazioni».
Quattro ettari (questa la superficie dell’area interessata) delimitati dalla pineta, a sud e ad est, e da via Salvatori, a nord e ad ovest, completamente riorganizzati «per dare impulso al quartiere - sottolineano gli architetti Leonardo Pelleriti e Sandro Biagiotti - e riqualificare le sue dotazioni ambientali». Il tutto partendo da un presupposto: l’asse di penetrazione. «La nostra idea - spiega Eloj Suarez - è quella di tracciarlo a sud dello stadio, ma seguendo un percorso differente rispetto a quello proposto dall’amministrazione: passare più bassi, cioè più vicini alla struttura, per alleggerire il “carico” sulla pineta». Una “conditio sine qua non”, quella della realizzazione dell’asse, che prospetta già una partenza ad handicap (di tempo) per il nuovo polo sportivo cittadino, senza considerare l’eventualità di ulteriori correttivi che potrebbero rendersi necessari alla congestionata viabilità del quartiere.
Il progetto, infatti, aumenta la capienza dello stadio a 10.000 posti e lo rende praticabile anche per concerti o manifestazioni extra-sportive di ampio respiro, con possibilità di accogliere in questo caso anche 15.000 persone: cifre che la struttura viaria della Darsena, senza l’asse di penetrazione, non può comunque sostenere e di cui neppure il nuovo tracciato può farsi garante. Nel progetto firmato Esperia Viareggio è scomparsa poi la pista di atletica intorno al terreno di gioco, in piena rispondenza al modello inglese che l’ha ispirato: «Siamo disponibili al confronto con l’amministrazione comunale - ha tuttavia precisato il presidente Dinelli - per individuare un’area dedicata esclusivamente allo sviluppo dell’atletica». E l’architetto Suarez, a tal proposito, aggiunge: «Molto dipende dalle intenzioni di sviluppo dell’amministrazione comunale, in particolare nella zona di Torre del Lago». Da curare, infine, c’è anche il rapporto con l’Ente Parco: «Le pertinenze dello stadio sono aree per lo più sgombre di pini - conclude l’architetto Suarez - ma qualsiasi sacrificio sarà rimpiazzato con nuove piantumazioni».
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