Il Tirreno

Versilia

Decine di poltrone che traballano

Donatella Francesconi

Molte cariche non saranno rinnovate con il voto e la fine del mandato

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VIAREGGIO. «Certo, oggi ho un po' il magone...». Riccardo Montanini, presidente uscente del consiglio comunale, commenta così il suo mancato inserimento nella lista dei candidati del Partito democratico alle amministrative del 13 e 14 aprile. Lui ci ha provato, facendo presentare la propria candidatura nella riunione di lunedì sera dal coordinatore del circolo di Torre del Lago. Ma il candidato a sindaco, Andrea Palestini, aveva già scelto di non avvalersi dell'opzione di fare entrare in lista candidature più o meno "eccellenti". «Eppure mi avevano assicurato il contrario», commenta Montanini.
 La costituzione del Pd in città, prima, e la campagna per le primarie poi ha visto coinvolti in prima persona buona parte dei cosiddetti "poltronati". Presidenti e membri dei consigli di amministrazione di società partecipate e Fondazioni, oltre che assessori e altri con incarichi istituzionali, hanno firmato documenti a favore dell'amministrazione uscente, dell'idea di Pd che il sindaco Marcucci ha promosso per qualche mese, nonché della candidatura dell'assessore uscente Fabrizio Manfredi. Oggi, dopo la sconfitta della continuità, qualcuno è già rimasto senza poltrona (come Montanini), altri intravedono con preoccupazione la fine del mandato. Per scadenza naturale o meno.
 «Mi sa che il problema vero in questa città - commenta Alberto Corsetti, presidente di SeaCom - è che ci sono più culi che poltrone...». Lui e il suo unico consigliere di amministrazione (per un totale di 20mila euro lorde annue il primo e 10mila il secondo) scadono nel 2010: «Ma se dovesse arrivare un sindaco di centrodestra - spiega Corsetti, che alle primarie si è schierato con Manfredi, tanto da esserne il garante nella commissione apposita - rimetterei il mandato, non senza prima aver adempiuto alle scadenze dell'anno di esercizio. Mi sembra corretto».
 «Mi sento un po' frustrato», continua invece il presidente Montanini (24mila euro lordi l'anno, come la somma percepita dagli assessori), 50 anni, trenta dei quali trascorsi a fare il ristoratore a Torre del Lago.
 La presidenza di Fabrizio Catarsi (Sea, 43.193,99 euro lordi) scade con l'approvazione del bilancio fissata per il 27 di questo mese. Tra le figure più presenti nelle recenti vicende Pd, quella di Catarsi è stata di spicco: «Mi sono esposto a fare il garante - spiega - anche se non è un segreto che, personalmente, abbia spinto per Manfredi. Ma ho cercato di far rispettare le regole per tutti». Se la città scegliesse un sindaco di centrodestra, spiega Catarsi, «in via di principio si presentano le dimissioni e poi si vede...Certo non c'è nessuna voglia di stare, come si suol dire, "in Paradiso a dispetto dei santi"».
 Da Laboratorio al Pd, questo il salto di Roberto Squaglia, presidente di Versilia servizi (25mila euro lordi l'anno) con scadenza giugno 2009. Sostenitore in prima fila dei documenti del sindaco nella prima fase di costituzione del Pd, presidente di seggio per il voto del 14 ottobre, il presidente è in vacanza. Ma nell'ipotesi vinca il centrodestra - spiega il suo vice, Franco Martorana (ex Margherita) sul da farsi «decideremo al momento. Per ora non ne abbiamo parlato assolutamente».
 Fedelissimo di Fabrizio Manfredi è stato ed è Sergio Tenducci, consigliere di "Mover", nominato da "Clap" (8.400 euro l'anno). Alla domanda su quando scadono presidenza e consiglio di amministrazione risponde «non lo ricordo». E così fa pure il presidente Giancarlo Giannecchini (ex Margherita, 27.600 euro) che risponde «non lo so».
 Donata Lucchesi, consigliera della Fondazione Carnevale, è stata in prima fila nella campagna per Fabrizio Manfredi. Il suo mandato scade nell'agosto 2009 e lei conferma: «Rimetterò il mandato nelle mani del nuovo sindaco, chiunque sia».
 Tra coloro che sono rimasti defilati, almeno in apparenza, nella battaglia interna al Pd c'è il presidente della "Viareggio Patrimonio", Andrea Gemignani (39.267 euro lordi). La sua carica e il Cda scadono martedì prossimo: «Credo che l'amministrazione - spiega - provvederà ad una nomina breve, due o tre mesi». Poi, decisioni e forbici al nuovo primo cittadino

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