Il Tirreno

Versilia

Si alza il velo sulla «casa della cultura»

Luca Cinotti
Si alza il velo sulla «casa della cultura»

Boncompagni: «La galleria d'arte moderna aprirà ad aprile 2008»

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VIAREGGIO. La luce del sole entra come un fiume in piena nella grande sala che ospiterà il “Volto Santo” di Lorenzo Viani, pezzo forte della collezione della Galleria d’arte moderna e contemporanea prossima ventura. Fra gli ultimi arredi a essere installati nel recupero del Palazzo delle Muse, infatti, ci sono proprio le speciali tende che proteggeranno le opere in esposizione. Secondo il calendario ricordato ieri dall’assessora alla cultura Cristina Boncompagni, i lavori al primo piano saranno terminati entro fine anno e, da dopo le vacanze estive si potrà cominciare con il trasloco delle opere. Con l’obiettivo di aprire ad aprile 2008. E - per la prima volta - sono stati resi noti i costi del restauro del palazzo: circa 6 milioni di euro, dei quali 2.700.000 finanziati direttamente dal Comune. La Galleria, che sarà intitolata a Lorenzo Viani, si sviluppa per 1.600 mq su tutto il primo piano del palazzo, il cui recupero è stato curato dall’architetto Simona Salvetti, dell’ufficio tecnico del Comune.

L’atrio in cui si apre lo scalone sarà diviso funzionalmente da alcune vetrate e permetterà l’accesso alle due sezioni della galleria: quella grafica e quella delle opere pittoriche. Ma ci sarà anche un locale adibito a caffetteria e snack-bar, dove potersi rilassare, sfruttando la terrazza che dà sul cortile posteriore del palazzo. E pazienza se la vista non è ancora delle migliori: «Cercheremo comunque, per quanto possibile - puntualizza Boncompagni - di ricostruire un giardino». Il percorso comincia, dopo la biglietteria e il bookshop, con la parte grafica: le opere saranno illuminate da appositi faretti orientabili e la “traiettoria” disegnata dalla coordinatrice Antonella Serafini riporterà nell’atrio. Attraversato il quale si sarà introdotti nella parte dedicata alle opere pittoriche: qui le sale sono più ampie e - proprio per questo - saranno utilizzate anche per l’esposizione di opere di grandi dimensioni, come alcuni lavori di Lorenzo Viani.

L’ultimo salone, che con le finestre dà su via XX Settembre, ospiterà il Volto Santo e la sistemazione delle “poltroncine” sarà studiata per ottenere il giusto effetto prospettico per il visitatore. «Questa struttura - spiega Boncompagni - ospiterà opere importanti, come quelle degli impressionisti, degli artisti tedeschi, di Greco e di Capogrossi». E ci saranno anche dei Picasso, provenienti dalla donazione del senatore Pieraccini, una delle “spine dorsali” della galleria: «Parte di questa donazione - spiega l’assessore - l’abbiamo a villa Paolina, parte l’ha il senatore a Roma e l’ha già donata, e parte entrerà a far parte del suo lascito testamentario». La galleria ospiterà anche esposizioni temporanee, a rotazione con le opere permanenti: «Ma non dimentichiamo che libereremo anche degli spazi a palazzo Paolina». Anzi, nei propositi dell’assessore c’è l’idea di istituire un “sistema museale” (con biglietto unico) che veda il suo capofila nella Gamc: «Abbiamo già attivato la procedura per individuare il direttore: se il Ministero non indicherà un nome, come è sua opzione, faremo il concorso per individuare una persona che unisca competenze di storico dell’arte con capacità manageriali».

Le ultime tranche dell’allestimento del museo costeranno 160.000 euro, fra i pannelli delle sale e gli arredi della caffetteria. A queste vanno aggiunti 80mila euro per le vetrate e, soprattutto circa 7-800mila euro per la stampa dei cataloghi e di tutto il materiale per “avviare” concretamente l’attività. E visto che siamo in tema di costi, l’assessore ha precisato che, per i 6 milioni circa spesi per i lavori di restauro, sono stati finanziati per lo più con fonti esterni: 3 milioni e 300mila euro, infatti, provengono da contributi della Regione, della Cassa di risparmio di Firenze e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca. Il resto è stato erogato dal comune di Viareggio. Resta da “sciogliere” la questione del personale: «Almeno per i primi tempi - dice Boncompagni - faremo con il personale della cultura. Certo, a regime serviranno più addetti: vedremo come reclutarli». Infine, una battuta per chi nota che l’apertura è prevista un mese prima delle elezioni: «È vero: però sono sette anni che mi occupo di questo restauro e ci terrei a essere io a “tagliare il nastro”», chiosa l’assessore.

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