Il Tirreno

Versilia

Porto, in lizza solo Teseco-Finedil e Ferragamo

Giorgio Billeri
Porto, in lizza solo Teseco-Finedil e Ferragamo

Sviluppo Porto spa esclusa per sei minuti di ritardo nella presentazione della busta

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VIAREGGIO. E alla fine ne restarono solo due. Come in una gara di sopravvivenza, soltanto i «duri», o quantomeno coloro che hanno dimostrato reale interesse, rimangono in corsa per il pacchetto di minoranza della Viareggio Porto Spa. Le buste arrivate regolarmente entro mezzogiorno di ieri, termine ultimo per la presentazione delle offerte, sono state quelle della cordata che fa capo alla Teseco e quella del gruppo Ferragamo. In ritardo, soltanto di sei minuti, è arrivato invece il plico con l'offerta della cordata Sviluppo Porto Spa, che comprendeva importanti soggetti imprenditoriali versiliesi come la Varia Costruzioni.
Una svista, un piccolo misunderstanding che costerà carissimo: come ha detto il presidente di Viareggio Porto, Stefano Maestrelli, le regole sono regole e non ci saranno deroghe: chi sbaglia paga, e quindi niente gara per il gruppo made in Versilia, che comprende anche due colossi della nautica come la Fipa Yachts di Francesco Guidetti e la Sanlorenzo di Massimo Perotti.

Anche se loro, gli imprenditori interessati, non sono d'accordo e, tra le righe, ventilano un possibile ricorso contro questa decisione che non li convince del tutto.
 Chi non ha neppure inviato le buste, invece, è Azimut Benetti, le cui carte erano già state scoperte alcuni giorni fa dal responsabile della logistica portuale, Marco De Paolis. Che aveva puntato il dito contro la «non redditività economica del nuovo porto turistico, soprattutto per quanto riguarda l'assegnazione delle banchine: un imprenditore deve avere delle garanzie prima di lanciarsi in un'avventura così onerosa». Tanto rumore per nulla anche da parte della quinta cordata, che comprendeva la Sales Costruzioni e i cantieri elbani Golfo di Mola, che sono stati i primi ad abbandonare la contesa.

 I duellanti. Maestrelli lo dice chiaro: «Se due grandi gruppi del genere hanno voluto andare fino in fondo significa che il nostro lavoro preparatorio e informativo è stato svolto con tutti i crismi. Grandi firme che puntano alla co-gestione del porto turistico che sarà, siamo soddisfatti». L'interesse del gruppo Ferragamo, attraverso la controllata Marina Management e in sinergia con la Coop Costruttori Ravennati è lievitato di settimana in settimana, nonostante le dichiarazioni contrarie di Leonardo Ferragamo in un'intervista rilasciata alla «Stampa». Ma il colosso della moda, sbarcato da qualche anno anche nel mondo dei porti e del real estate collegato alla nautica, troverà un avversario di tutto rispetto nella cordata che fa capo a Teseco. Un gruppo eterogeneo, forte dal punto di vista finanziario che comprende costruttori come la Finedil di Cesare Lazzerini, gruppi con provata esperienza nella gestione delle marine come la Cala De' Medici di Rosignano, importanti realtà in campo alberghiero come il Principe di Piemonte, e imprenditori edili come Pontello, Baldassini e Tognozzi.

Insomma, uno scontro che si preannuncia equilibrato e infuocato: tra una settimana, dieci giorni al massimo soltanto uno resterà in piedi. E per la modica cifra di nove milioni di euro si porterà via il pacchetto di minoranza (48%) della Viareggio Porto, due posti nel consiglio d'amministrazione e soprattutto un ruolo importante nella gestione delle banchine del porto che sarà.

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