Passeggiata, la pizza nei locali storici
Donatella Francesconi
Un marchio dal Sud per il Margherita. Un negozio al posto della libreria
4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. I viareggini più anziani tirano lungo e scuotono la testa, pronunciando a mezza voce una parola sola: pizzeria “da Ciro”. Perché è questa l’insegna che campeggerà presto al posto dello storico “Fappani”, punto di riferimento per eccellenza di appuntamenti d’affari e non, passato di mano poco meno di tre anni fa e ora di nuovo in odore di trasformazione per l’intervento del proprietario di una serie di locali analoghi in giro per l’Italia.
Pizza al Margherita. Ma non è l’unica novità in arrivo, ora che anche il ristorante “Margherita”, monumento del liberty e “base” in città del maestro Puccini, fa un vorticoso giro di valzer e si trasforma - la notizia circola da qualche tempo tra i commercianti della Passeggiata - in un’altra pizzeria, attraverso l’ingresso di una catena in franchaising proveniente dal Sud. L’affare non sarebbe ancora concluso, ma l’ipotesi mozzarella e pomodoro in serie sarebbe subentrata dopo il tentativo della proprietà uscente di agganciare un nome prestigioso della ristorazione. Che avrebbero, però, declinato l’offerta.
Non sarebbe però del tutto tramontato il progetto di avere, date le dimensioni del locale difficilmente gestibile con un’unica offerta merceologica, anche una libreria all’interno del “Margherita”. Non più locale separato, magari con gestione diversa, dopo la sentenza del Tar che dato ragione al Comune sull’indivisibilità dell’interno. Ma un tutt’uno, come esperienze analoghe anche in Toscana dimostrano si possa fare.
La Galleria del libro. E qui entra in gioco il futuro della “Galleria del libro”, vicina di casa del celebre ristorante, e venduta all’annuncio dei progetti culturali ai quali i confinanti stavano lavorando in grande stile. Anche per la “Galleria”, dove non c’è viareggino che non abbia mosso i primi passi tra le pagine fresche di stampa, si prospetta un cambio di rotta radicale. Addio libri, stop con quotidiani e riviste straniere che per lungo tempo si sono trovate solo qui, e largo a un negozio come tanti ce ne sono. Magari in franchaising, magari di calze, costumi o biancheria intima che sembrano resistere a qualsiasi crisi e spuntano come funghi. A vendere libri, e tutto quanto può attrarre sul fronte cultura oggi che non si vive più di sola carta, ci dovrebbe pensare il resto della galleria che Talamoni sta ristrutturando all’altezza del “Nettuno”, di fronte al grande negozio “Benetton” fresco di rinnovo.
Gli altri. La proprietà del bar “Olivieri”, tra i nomi che fanno Passeggiata da soli, viene data in trattativa per un subentro dovuto all’età di chi lo gestisce. Mentre è tutto ancora da capire il futuro della gioielleria “Scognamiglio” di via Barellai e anche “Infante” sarebbe in odore di trasferimento.
Questi i nomi che il tam tam rimbalza tra mare e grandi hotel. Ma - spiega Roberto Vannozzi che del Consorzio Passeggiata è il presidente e del bar-gelateria “Galliano” uno dei gestori - «nell’ultima riunione degli associati, più di uno ha spiegato chiaramente di aspettare i conti della stagione 2007 per poi valutare la fuga verso Lido di Camaiore». Viareggio e i suoi turisti “fai da te”, «che arrivano col treno e nello zaino hanno i sacchetti del supermercato di Sesto Fiorentino o di Pistoia pieni di tutto ciò che serve per il pranzo al sacco» non rende più nemmeno per i commercianti della sempreverde Passeggiata. Un luogo dove, secondo Vincenzo Lardinelli, “anima” del bagno “Balena 2000”, «ormai si arriva per consuetudine». Perché i piedi ti portano lì, insomma. Ma vigilando affinché le mani, invece, restino salde in tasca senza tirar fuori il portafoglio.
Un caffè e 500 spettatori. Ne sanno qualcosa al Principino, dove non mancano i frequentatori della manifestazione “Viareggio incontri”: «Ad ascoltare Alberoni - ricorda l’assessore al turismo Franco Pulzone - c’erano in cinquecento. Ma con il consumo medio di un caffè o di un gelato a persona. Punto e basta».
I russi al Principe. Alle famiglie con pranzo portato da casa - Vannozzi propone di trovare una formula per far pagare a loro la spazzatura che lasciano in città - fanno da controaltare i russi che sono di casa anche all’hotel “Principe di Piemonte” sul quale svettano gli ombrelloni bianchi della magnifica terrazza. Anche loro, però, non spendono grandi cifre a Viareggio, albergo escluso. E anche se volessero prendere d’assalto i negozi della Passeggiata, si ritroverebbero costretti a farli aprire appositamente come in qualche caso è accaduto al Forte. Per la serie cose mai viste, quasi tutti i commercianti della zona tirano giù la saracinesca sia all’ora di pranzo che per cena. E non tutti riaprono la sera, durante la settimana. Qualche saracinesca, invece, proprio non sale. Né di giorno, né di notte. Con buona pace del Comune che ha già minacciato di revocare le concessioni a chi tiri i remi in barca senza passare la mano.
Pizza al Margherita. Ma non è l’unica novità in arrivo, ora che anche il ristorante “Margherita”, monumento del liberty e “base” in città del maestro Puccini, fa un vorticoso giro di valzer e si trasforma - la notizia circola da qualche tempo tra i commercianti della Passeggiata - in un’altra pizzeria, attraverso l’ingresso di una catena in franchaising proveniente dal Sud. L’affare non sarebbe ancora concluso, ma l’ipotesi mozzarella e pomodoro in serie sarebbe subentrata dopo il tentativo della proprietà uscente di agganciare un nome prestigioso della ristorazione. Che avrebbero, però, declinato l’offerta.
Non sarebbe però del tutto tramontato il progetto di avere, date le dimensioni del locale difficilmente gestibile con un’unica offerta merceologica, anche una libreria all’interno del “Margherita”. Non più locale separato, magari con gestione diversa, dopo la sentenza del Tar che dato ragione al Comune sull’indivisibilità dell’interno. Ma un tutt’uno, come esperienze analoghe anche in Toscana dimostrano si possa fare.
La Galleria del libro. E qui entra in gioco il futuro della “Galleria del libro”, vicina di casa del celebre ristorante, e venduta all’annuncio dei progetti culturali ai quali i confinanti stavano lavorando in grande stile. Anche per la “Galleria”, dove non c’è viareggino che non abbia mosso i primi passi tra le pagine fresche di stampa, si prospetta un cambio di rotta radicale. Addio libri, stop con quotidiani e riviste straniere che per lungo tempo si sono trovate solo qui, e largo a un negozio come tanti ce ne sono. Magari in franchaising, magari di calze, costumi o biancheria intima che sembrano resistere a qualsiasi crisi e spuntano come funghi. A vendere libri, e tutto quanto può attrarre sul fronte cultura oggi che non si vive più di sola carta, ci dovrebbe pensare il resto della galleria che Talamoni sta ristrutturando all’altezza del “Nettuno”, di fronte al grande negozio “Benetton” fresco di rinnovo.
Gli altri. La proprietà del bar “Olivieri”, tra i nomi che fanno Passeggiata da soli, viene data in trattativa per un subentro dovuto all’età di chi lo gestisce. Mentre è tutto ancora da capire il futuro della gioielleria “Scognamiglio” di via Barellai e anche “Infante” sarebbe in odore di trasferimento.
Questi i nomi che il tam tam rimbalza tra mare e grandi hotel. Ma - spiega Roberto Vannozzi che del Consorzio Passeggiata è il presidente e del bar-gelateria “Galliano” uno dei gestori - «nell’ultima riunione degli associati, più di uno ha spiegato chiaramente di aspettare i conti della stagione 2007 per poi valutare la fuga verso Lido di Camaiore». Viareggio e i suoi turisti “fai da te”, «che arrivano col treno e nello zaino hanno i sacchetti del supermercato di Sesto Fiorentino o di Pistoia pieni di tutto ciò che serve per il pranzo al sacco» non rende più nemmeno per i commercianti della sempreverde Passeggiata. Un luogo dove, secondo Vincenzo Lardinelli, “anima” del bagno “Balena 2000”, «ormai si arriva per consuetudine». Perché i piedi ti portano lì, insomma. Ma vigilando affinché le mani, invece, restino salde in tasca senza tirar fuori il portafoglio.
Un caffè e 500 spettatori. Ne sanno qualcosa al Principino, dove non mancano i frequentatori della manifestazione “Viareggio incontri”: «Ad ascoltare Alberoni - ricorda l’assessore al turismo Franco Pulzone - c’erano in cinquecento. Ma con il consumo medio di un caffè o di un gelato a persona. Punto e basta».
I russi al Principe. Alle famiglie con pranzo portato da casa - Vannozzi propone di trovare una formula per far pagare a loro la spazzatura che lasciano in città - fanno da controaltare i russi che sono di casa anche all’hotel “Principe di Piemonte” sul quale svettano gli ombrelloni bianchi della magnifica terrazza. Anche loro, però, non spendono grandi cifre a Viareggio, albergo escluso. E anche se volessero prendere d’assalto i negozi della Passeggiata, si ritroverebbero costretti a farli aprire appositamente come in qualche caso è accaduto al Forte. Per la serie cose mai viste, quasi tutti i commercianti della zona tirano giù la saracinesca sia all’ora di pranzo che per cena. E non tutti riaprono la sera, durante la settimana. Qualche saracinesca, invece, proprio non sale. Né di giorno, né di notte. Con buona pace del Comune che ha già minacciato di revocare le concessioni a chi tiri i remi in barca senza passare la mano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google