Così ti difendo i bambini costretti a fare accattonaggio
Istituito dall’assessorato al sociale un numero verde per aiutare i minorenni sfruttati
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VIAREGGIO. Ancora segnata dai problemi dei minori stranieri l’estate appena cominciata. Se l’anno scorso l’attenzione era tutta puntata sulla prostituzione under 18 in via Zara, quest’anno è impossibile non fare i conti con l’esercito di piccoli con la mano tesa e la fisarmonica a tracolla. Se li incontrate, non girate la testa e non date monete - è il messaggio che arriva dal Comune - ma telefonate al 329 0084909 che si attiverà 24 ore su 24, soprattutto per gli interventi più urgenti. Il progetto voluto dall’assessore al sociale Rossana Rosso, con la collaborazione della polizia municipale e del servizio sociale, si propone di strappare alla strada quei bambini e ragazzini che si trovano nelle condizioni peggiori, ma anche di entrare in contatto con quelle famiglie - magari già residenti in città - che impiegano comunque i propri figli per l’accattonaggio durante il periodo estivo.
Contravvenendo - ha spiegato ieri Rosso - «a quanto disposto dal codice penale che proibisce l’impiego dei minori in questo tipo di attività, ma anche alla legge 228 del 2003 che punisce la riduzione in schiavitù anche ai fini di chiedere l’elemosina». Senza contare, ha sottolineato l’assessore, «che c’è anche una questione morale con la quale non possiamo non fare i conti». Mille euro al giorno - ricorda Rossana Rosso - sono l’incasso che sono obbligati a portare a “casa” «i piccoli borseggiatori. Mentre per quelli che chiedono l’elemosina si parla di circa 70 euro per ogni giornata passata in strada. Siamo di fronte, dunque, ad un giro di affari importante, che si fonda sulla perdita dei diritti che universalmente debbono essere garantiti all’infanzia». Insieme a Italo Del Sarto, per il servizio sociale e a Vasco Comaschi, per la polizia municipale, l’assessore Rosso ha spiegato cosa accadrà con l’attivazione del numero di telefono reperibile 24 ore su 24: «Al telefono risponderà il responsabile della comunità alloggio di via della Grionda che annoterà la segnalazione e la girerà al servizio sociale che ha la possibilità di intervento continuato nei casi più gravi. Da qui passa il coinvolgimento per gli agenti».
Che agiranno «in borghese - ha sottolineato Comaschi - e sono stati opportunamente formati, con grande partecipazione agli incontri avuti, per il compito che andranno a svolgere». Coinvolte anche tutte le altre forze dell’ordine «che da oggi - ricorda Rosso - hanno un numero unico cui fare riferimento e dal quale sanno che potranno avere risposte certe». Insieme alla polizia municipale e agli assistenti sociali, si muoveranno per intereccettare i piccoli accattoni anche alcuni operatori di strada (il progetto può contare anche su mediatori linguistici) preparati per entrare in contatto sia con le famiglie che con i minori stessi. Che, nel caso risultino abbandonati o maltrattati, o comunque in pericolo, potranno essere ospitati nella struttura di accoglienza cittadina o in altre, anche fuori regione. I finanziamenti. Partita sull’onda del progetto più ampio che era stato promesso per l’allarme prostituzione in via Zara, l’azione di contrasto dell’accattonaggio può contare su 35mila euro messi a disposizione dalla Regione e 2mila arrivati dalla Provincia.
Decisamente un po’ poco rispetto ai 270mila che sarebbero stati necessari, secondo la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale, per cominciare a fare i conti col fenomeno che lo scorso anno portò Viareggio a ben due notti bianche al Marco Polo. «Apprezziamo lo sforzo - è il messaggio che Rossana Rosso vuol fare arrivare alla Provincia e non solo - ma quelle concesse sono cifre che ci danno davvero poco conforto. Anche perché, passata l’estate, avremmo intenzione di proseguire l’azione intrapresa. Per questo avremo bisogno di ulteriori risorse». Al termine del primo periodo sperimentale - conclude Rosso - «verrà infatti svolta una prima complessiva valutazione del progetto, con la presentazione dei dati raccolti, le segnalazioni ricevute, gli interventi effettuati, gli esiti degli stessi. In base alle risultanze, nel caso di ulteriori finanziamenti, il progetto potrà essere modificato, implementato e continuato, qualificandosi come servizio a tutti gli effetti». Visto che l’esate arriva tutti gli anni.
Contravvenendo - ha spiegato ieri Rosso - «a quanto disposto dal codice penale che proibisce l’impiego dei minori in questo tipo di attività, ma anche alla legge 228 del 2003 che punisce la riduzione in schiavitù anche ai fini di chiedere l’elemosina». Senza contare, ha sottolineato l’assessore, «che c’è anche una questione morale con la quale non possiamo non fare i conti». Mille euro al giorno - ricorda Rossana Rosso - sono l’incasso che sono obbligati a portare a “casa” «i piccoli borseggiatori. Mentre per quelli che chiedono l’elemosina si parla di circa 70 euro per ogni giornata passata in strada. Siamo di fronte, dunque, ad un giro di affari importante, che si fonda sulla perdita dei diritti che universalmente debbono essere garantiti all’infanzia». Insieme a Italo Del Sarto, per il servizio sociale e a Vasco Comaschi, per la polizia municipale, l’assessore Rosso ha spiegato cosa accadrà con l’attivazione del numero di telefono reperibile 24 ore su 24: «Al telefono risponderà il responsabile della comunità alloggio di via della Grionda che annoterà la segnalazione e la girerà al servizio sociale che ha la possibilità di intervento continuato nei casi più gravi. Da qui passa il coinvolgimento per gli agenti».
Che agiranno «in borghese - ha sottolineato Comaschi - e sono stati opportunamente formati, con grande partecipazione agli incontri avuti, per il compito che andranno a svolgere». Coinvolte anche tutte le altre forze dell’ordine «che da oggi - ricorda Rosso - hanno un numero unico cui fare riferimento e dal quale sanno che potranno avere risposte certe». Insieme alla polizia municipale e agli assistenti sociali, si muoveranno per intereccettare i piccoli accattoni anche alcuni operatori di strada (il progetto può contare anche su mediatori linguistici) preparati per entrare in contatto sia con le famiglie che con i minori stessi. Che, nel caso risultino abbandonati o maltrattati, o comunque in pericolo, potranno essere ospitati nella struttura di accoglienza cittadina o in altre, anche fuori regione. I finanziamenti. Partita sull’onda del progetto più ampio che era stato promesso per l’allarme prostituzione in via Zara, l’azione di contrasto dell’accattonaggio può contare su 35mila euro messi a disposizione dalla Regione e 2mila arrivati dalla Provincia.
Decisamente un po’ poco rispetto ai 270mila che sarebbero stati necessari, secondo la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale, per cominciare a fare i conti col fenomeno che lo scorso anno portò Viareggio a ben due notti bianche al Marco Polo. «Apprezziamo lo sforzo - è il messaggio che Rossana Rosso vuol fare arrivare alla Provincia e non solo - ma quelle concesse sono cifre che ci danno davvero poco conforto. Anche perché, passata l’estate, avremmo intenzione di proseguire l’azione intrapresa. Per questo avremo bisogno di ulteriori risorse». Al termine del primo periodo sperimentale - conclude Rosso - «verrà infatti svolta una prima complessiva valutazione del progetto, con la presentazione dei dati raccolti, le segnalazioni ricevute, gli interventi effettuati, gli esiti degli stessi. In base alle risultanze, nel caso di ulteriori finanziamenti, il progetto potrà essere modificato, implementato e continuato, qualificandosi come servizio a tutti gli effetti». Visto che l’esate arriva tutti gli anni.
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