Cura Di Bella, l'Asl farà ricorso
Contro il rimborso accordato alla donna guarita
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VIAREGGIO. L'Asl presenterà ricorso contro l'ordinanza del tribunale civile che l'ha condannata a rimborsare i costi dei farmaci per la cura Di Bella a Consuelo Hernandez, la donna che ha usato la discussa terapia per trattare una grave forma di mieloma.
Lo conferma il responsabile degli Affari legali dell'azienda, l'avvocato Erminio Ventura, che spiega che - con tutta probabilità - «il nostro ricorò sarà presentato nei primi giorni di luglio». Un ricorso che, secondo l'avvocato dell'Asl, non vuole essere “vessatorio” nei confronti della signora Hernandez, ma vuole stabilire un principio: quello, appunto, che il costo della cura Di Bella (bocciata dalla sperimentazione del Ministero) non può essere sostenuto dal sistema sanitario pubblico.
«Il nostro ricorso - spiega Ventura - permetterà di entrare nel merito della questione. Fino ad ora, infatti, il giudice non ha esaminato in profondità il caso, limitandosi a una trattazione d'urgenza. Anche il ricorso a un esperto è servito solo a un esame sommario della questione». Secondo l'Azienda, insomma, un'analisi più approfondito della questione potrebbe portare a rovesciare la decisione presa dal giudice del lavoro. Anche perché, dice sempre Ventura, «c'è un recentissimo rapporto stilato da esperti della Commissione unica del farmaco che ribadisce un giudizio assolutamente negativo sull'utilità della cura Di Bella per trattare i tumori». C'è, tuttavia, da considerare che esistono anche precedenti per i quali - pure in presenza di evidenze scientifiche avverse - il rimborso dei farmaci è stato concesso in base al diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione.
L'Asl, contestualmente al ricorso, avrebbe potuto anche presentare una richiesta per ottenere il blocco dei pagamenti (gli arretrati ammontano a circa 7.200 euro): «Non credo che l'azienda sfrutterà questa possibilità», spiega Ventura. Una decisione, questa, presa proprio per evitare una contrapposizione dura nei confronti della signora Hernandez: «D'altra parte voglio ricordare che noi stessi già le forniamo alcuni dei farmaci necessari per preparare il cocktail sulla quale si basa la cura Di Bella. Per gli altri, quelli che possono essere reperiti solo in farmacie di Bologna e di Roma, rimborseremo le spese. E, comunque, aderiremo alla lettera a quanto contenuto nell'ordinanza del giudice». Almeno fino a quando il tribunale non si pronuncerà sul merito della questione.
L.C.
Lo conferma il responsabile degli Affari legali dell'azienda, l'avvocato Erminio Ventura, che spiega che - con tutta probabilità - «il nostro ricorò sarà presentato nei primi giorni di luglio». Un ricorso che, secondo l'avvocato dell'Asl, non vuole essere “vessatorio” nei confronti della signora Hernandez, ma vuole stabilire un principio: quello, appunto, che il costo della cura Di Bella (bocciata dalla sperimentazione del Ministero) non può essere sostenuto dal sistema sanitario pubblico.
«Il nostro ricorso - spiega Ventura - permetterà di entrare nel merito della questione. Fino ad ora, infatti, il giudice non ha esaminato in profondità il caso, limitandosi a una trattazione d'urgenza. Anche il ricorso a un esperto è servito solo a un esame sommario della questione». Secondo l'Azienda, insomma, un'analisi più approfondito della questione potrebbe portare a rovesciare la decisione presa dal giudice del lavoro. Anche perché, dice sempre Ventura, «c'è un recentissimo rapporto stilato da esperti della Commissione unica del farmaco che ribadisce un giudizio assolutamente negativo sull'utilità della cura Di Bella per trattare i tumori». C'è, tuttavia, da considerare che esistono anche precedenti per i quali - pure in presenza di evidenze scientifiche avverse - il rimborso dei farmaci è stato concesso in base al diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione.
L'Asl, contestualmente al ricorso, avrebbe potuto anche presentare una richiesta per ottenere il blocco dei pagamenti (gli arretrati ammontano a circa 7.200 euro): «Non credo che l'azienda sfrutterà questa possibilità», spiega Ventura. Una decisione, questa, presa proprio per evitare una contrapposizione dura nei confronti della signora Hernandez: «D'altra parte voglio ricordare che noi stessi già le forniamo alcuni dei farmaci necessari per preparare il cocktail sulla quale si basa la cura Di Bella. Per gli altri, quelli che possono essere reperiti solo in farmacie di Bologna e di Roma, rimborseremo le spese. E, comunque, aderiremo alla lettera a quanto contenuto nell'ordinanza del giudice». Almeno fino a quando il tribunale non si pronuncerà sul merito della questione.
L.C.
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