Il Tirreno

Versilia

L'arte digitale di scena a villa Paolina

Isotta Boccassini

Fa discutere la bella rassegna sulle nuove tecniche creative

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 VIAREGGIO. Il mouse al posto di un pennello? Poesie tradotte in immagini attraverso un software? Delle idee assurde, penserebbero in molti. Eppure, l'arte, grazie ad apposite tecnologie, può venire plasmata con il computer o nascere sulla Rete, per la Rete, acquisendo una propria dimensione. Quella della digital art, è una corrente artistica senz'altro molto discussa, ma che da anni si sta imponendo nel panorama mondiale. Se prima il pennello, il carboncino o la matita erano i mezzi tradizionali per trasporre su tela le proprie emozioni, le nuove tecnologie digitali si distinguono dall'arte "vecchio stampo" soprattutto per la loro intelligenza. Il processo artistico si attiva, infatti, attraverso l'applicazione di programmi per computer, con i quali l'utente, in questo caso l'artista digitale, si deve relazionare; non è necessario conoscere i segreti del programma, basta saperlo usare. La mostra "Viareggio Art Project", curata da Nicola Domenici e Maurizio Marco Tozzi, si sofferma anche su queste tematiche. È possibile approfondire la "Net-based Art", osservare i risultati delle nuove tecniche fotografiche digitali, rimanere stordirti di fronte all'arte virtuale, realizzata tramite programmi in rete, e imbattersi in sculture classiche e d'avanguardia.  I curatori, con la pubblicazione di un bando sui principali siti d'arte del settore, sono riusciti a portare a Viareggio, per il terzo anno consecutivo, le opere di 28 artisti che provengono non solo dall'Italia, ma da tutto il mondo, con l'intento di esporre risultati originali e inavvicinabili gli uni con gli altri. Fra questi, le opere di Maria Luisa Grimani, poliedrica artista che ha esposto a Vienna, Pechino, New York e Washington. Una fra le sue peculiarità è il raffinato lavoro, realizzato grazie ad un programma in rete di ultima generazione, Second Life, con il quale effettua viaggi virtuali che poi traspone su supporti materiali. «Sono convinta che le tecniche siano a disposizione dell'artista - spiega la Grimani - che deve trovare quella più aderente al proprio pensiero. Se non c'è, la si può inventare, l'importante è esprimere la propria soggettività; questo è l'obiettivo dell'arte». Visitando la mostra ci si imbatte in una "Sins washer", "la lavatrice che purifica i nostri peccati senza il bisogno di andare da un sacerdote".  «Mai come oggi l'arte ha avuto libertà di esprimersi e mezzi per farsi conoscere - spiega uno dei curatori, Maurizio Marco Tozzi - Obiettivo della mostra è quello di rendere note le novità che da anni rivoluzionano questo campo».  Visitabile a Villa Paolina, a Viareggio, fino al 30 giugno, dalle 15.30 alle 19.30; dal 1 al 10 luglio, dalle 18 alle 23. Chiuso lunedì, ingresso gratuito.

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