Manlio Cancogni tra opere e la Versilia che cambia
Isotta Boccassini
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Manlio Cancogni, 95 anni: del grande scrittore e giornalista è stata presentata la bibliografia completa Presentata la bibliografia del 95enne scrittore e giornalista
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PIETRASANTA. Timido e riservato, in compagnia dell'inseparabile moglie Rori, Manlio Cancogni assiste da spettatore alla presentazione della sua bibliografia, nella sala dell'Annunziata del Centro Culturale Luigi Russo, di Pietrasanta. Un evento, a cui il versiliese non poteva mancare, visto che "Manlio Cancogni. Bibliografia delle opere e della critica", a cura di Federica Depaolis e Walter Scancarello, ricostruisce tutte le sue pubblicazioni con oltre 2.500 riferimenti a libri, racconti e articoli. Alla veneranda età di 95 anni lo scrittore, giornalista e professore, uno fra i più rappresentativi intellettuali italiani del Novecento, si fa porre qualche domanda, premettendo, che «non so quanto mia moglie mi farà parlare, non vuole che mi stanchi». Questa bibliografia raccoglie i suoi innumerevoli lavori. Ne è soddisfatto? «Sì, sono molto contento; è la prima volta che realizzano una mia bibliografia, ed è stato un lavoro davvero da certosini. Quando me l'hanno proposta sono rimasto un po' sorpreso, ma ho accolto l'idea con molto piacere ed entusiasmo». Ha trascorso una vita frenetica fra New York, Parigi, Milano e Roma. Ma il suo desiderio è sempre stato quello di tornare in Versilia. «Ho passato la mia vita aspettando che giungesse l'estate, il momento più felice dell'anno, perché avrei potuto riabbracciare questo territorio con le sue spiagge, la sua gente e i suoi meravigliosi paesaggi. Il viaggio di ritorno da Roma in Versilia era l'episodio centrale dell'anno. Ed è su questa suggestione che ho cominciato a scrivere». Com'è cambiata la sua amata Versilia? «È cambiata veramente molto, e in negativo. Provo tanto rammarico nel ricordare le lotte contro la privatizzazione delle spiagge, i gestori degli stabilimenti balneari si sono impossessati di quello che era uno spettacolo unico al mondo. La costa della Versilia era formata solo da dune semideserte, con una molteplicità di fiori, profumi e farfalle che volteggiavano a due passi dal mare, e la sabbia che arrivava a toccare le case. Adesso, quello che ci propongono è uno spettacolo indecente, hanno rovinato tutto quel che di unico possedeva questo meraviglioso angolo di paradiso». Cosa ne pensa della direttiva Bolkestein? «Sono contrario, ma anche consapevole che i gestori non sono esenti da colpe. Bisogna tenere presente che per far fruttare un'attività balneare ci vogliono anni e, in Versilia, quella che abbiamo, è una tradizione consolidata che non può essere interrotta così bruscamente. Sono contrario anche alle costruzioni invasive davanti alle spiagge; quando mi affaccio dal davanzale di casa mia non riesco più a vedere il mare. È necessario obbligare i gestori a non intensificare questi generi di costruzioni». E, invece, come valuta la reintroduzione della tassa di scopo? «La tassa di soggiorno c'era anche ai miei tempi. Partendo dal presupposto che sono contro le tasse, capisco però la necessità dei Comuni di racimolare denaro. Pur non essendo favorevole, sono certo che una sua ipotetica reintroduzione non scoraggerà il turismo. Potrebbero investire il denaro che ne ricaveranno per intensificare iniziative di tipo culturale. Purtroppo, la Versilia non è più quella di una volta, punto di ritrovo di molti intellettuali. Mi ricordo che durante l'estate ci incontravamo al "Quarto Platano" di Forte dei Marmi con Longhi, Anna Banti, De Robertis, Luzzi e tanti altri. Adesso, vengono tutti questi personaggi dello spettacolo che hanno cambiato radicalmente la tipologia di turisti che frequenta questi luoghi».
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