Ecco l'Ice, il numero salvavita
Isotta Boccassini
Un contatto utile in caso di emergenze
2 MINUTI DI LETTURA
VERSILIA. Quante volte è capitato che in un incidente stradale i soccorritori avessero bisogno di informazioni relative all'infortunato, per salvargli la vita? I feriti in genere hanno sempre con sé un telefono portatile, ma gli operatori non sanno mai chi contattare nella lista interminabile dei numeri salvati in rubrica. Da qui è nata l'idea di introdurre un sistema in voga in tanti paesi europei: il numero Ice, acronimo riconosciuto a livello internazionale "In Case of Emergency" è un nome in codice, uguale per tutti, da inserire nel proprio cellulare, in modo che sia abbinato a uno o anche più numeri di telefono che gli operatori delle ambulanze, carabinieri, polizia, pompieri, o altri soccorritori devono contattare (ad esempio Ice1; Ice2, Ice3...) se l'infortunato si trova in situazione d'emergenza. Si fanno portatori di questa battaglia, in primo luogo Claudio Larini, capogruppo del movimento "Cittadini al Governo"; Luca Lunardini, non nella veste di sindaco, ma in quella di Presidente della Società della Salute; e varie istituzioni, come l'Asl ed il consiglio comunale di Camaiore. Il via ufficiale al progetto nei giorni scorsi, a breve partirà la campagna d'informazione attraverso media, comuni, scuole, il 118 ed i prestatori di soccorso, la Asl, i medici di base, le Forze dell'ordine, in modo possibile e realizzabile. Gli assessori alla cultura dei comuni della Versilia si dichiarano disponibili a promuovere il progetto e diffonderlo nelle scuole, tramite opuscoli appositamente creati; lo stesso vale per i giornali comunali della salute; perché «prevenire - secondo Giancarlo Sassoli, direttore Generale dell'Asl Versilia - è informare, e la campagna informativa deve diventare un leit motiv per il cittadino, che si deve sentire il responsabile diretto della propria salute e non deve delegare ad altri questo compito». Nel nord Europa oramai è una prassi consolidata, quella di memorizzare l'acronimo Ice in corrispondenza dei numeri telefonici delle persone più vicine all'infortunato: in Gran Bretagna, la molla che ha fatto scattare l'idea, è stato l'attentato di Londra, in cui i soccorritori in difficoltà, dopo qualche giorno dichiararono che era necessario un numero d'emergenza per tutti, che fosse universalmente riconosciuto. Affinché tutto sia svolto nel modo migliore possibile, ogni istituzione coinvolta in questo progetto si prefigge l'obiettivo di seguire attentamente lo svolgersi dei lavori, in modo che ognuno faccia la sua parte e tutti i cittadini siano informati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
